6.5
- Band: THE WILD!
- Durata: 00:38:05
- Disponibile dal: 17/02/2017
- Etichetta:
- SPV Records
- Distributore: Audioglobe
Emersi di recente dal ribollente underground canadese, i The Wild! detengono il merito di aver contribuito a risvegliare in patria uno spiccato interesse nei confronti del tradizionale hard rock venato di blues, whiskey e sigarette. Il singolo “Road House” ha riscosso un notevole interesse tra gli appassionati sparsi all’interno dei vasti confini della foglia d’acero, anticipando di lì a poco ad una fruttuosa collaborazione con il famoso produttore Mike Fraser (Poison, Dio, Joe Satriani, Thunder e mille altri). Rodati i motori con il verace EP “GxDxWxB” rilasciato un paio d’anni or sono, i protagonisti affrontano la prima prova sulla lunga distanza realizzando un esordio tutto sommato efficace, seppur non privo di alcuni veniali da limare nel prossimo futuro. Rinnovata la collaborazione con l’esperto Fraser, il quale forgia per l’occasione una produzione efficace e tagliente, i quattro ragazzacci di Kelowna forgiano nel fuoco dieci episodi completamente devoti al verbo coniato da gente come Motörhead, AC/DC e Krokus. Al contempo i The Wild! palesano una discreta personalità compositiva, virtù che permette loro di inchiostrare una manciata di episodi esaltanti come “Wild At Heart”, stordente midtempo caratterizzato da una melodia vocale vincente, e “Rattlesnake Shake” terremotante sciabolata che non disdegna di flirtare con il metal tout court. Piace altresì la cruda efferatezza perpetrata dalla rude “Down At The Bottom”, così come la tumultuosa “Kansas City Shuffle” potrebbe rappresentare il pretesto per scatenare una rissa ad un loro concerto. Non sempre, però, Villain e soci riescono a gestire al meglio il proprio ampio potenziale, in quanto talvolta si perdono in superflui ‘divertissment’ come nel caso della ‘punkeggiante’ “Six Hundred Sixty Six” e, ancora peggio, non riescono a trasmettere la necessaria dose di passionalità nel tormentato blues di “Run Home”, ulteriormente affievolito da una marcata ridondanza narrativa. Se siete delle buone forchette potete tranquillamente aggiungere un mezzo punto in più al voto in calce, ma chi scrive rimane fermamente convinto che i The Wild! abbiano compiuto soltanto il primo passo di un percorso in futuro tutt’altro che avaro di soddisfazioni. Ne sentiremo delle belle.
