THEATRE OF TRAGEDY – Assembly

Pubblicato il 06/02/2002 da
voto
7.0
  • Band: THEATRE OF TRAGEDY
  • Durata: 00:40:00
  • Disponibile dal: //2002
  • Etichetta: Nuclear Blast
  • Distributore: Audioglobe

Fa sorridere, alla luce dell’ascolto di “Assembly”, pensare ai primi album della band, gli ottimi “Theatre of Tragedy” e “Velvet Darkness They Fear”. Di quel suono così ricercato e pomposo, di quei testi in inglese e tedesco antico oggi non c’è davvero più traccia. Quegli arrangiamenti così maestosi, la voce angelica e il growl sono stati sostituiti rispettivamente dai synth e da voci limpide ed aggressive, a volte decisamente pop. Le persone e i gusti cambiano, e i Theatre of Tragedy sono cambiati moltissimo, tanto che il paragone tra i nuovi lavori e quelli vecchi è ormai totalmente improponibile, essendo così diversi i generi in cui si è espressa e si esprime ora la band. Tutto ciò non è una novità assoluta, comunque: già il precedente “Musique” aveva profondamente diviso i fan del gruppo. C’era chi era rimasto sorpreso dall’improvvisa svolta elettronica – ma che comunque aveva apprezzato le nuove sonorità – e chi invece aveva abbandonato la band, totalmente contrariato ed incapace di riconoscersi in quello stile. Questo “Assembly” di certo non far àtornare indietro questi ultimi, tuttavia è il caso di sottolineare come l’approccio attuale del gruppo sia più rock e meno danzereccio rispetto all’ultimo disco, pur presentando sempre e comunque un’enorme quantità di synth, loop ed effetti vari. I Theatre Of Tragedy dunque non si sono seduti del tutto sugli allori, sfornando un album fotocopia del precedente o puntando soltanto su brani semplici e ritornelli orecchiabili per strizzare l’occhio alla classifica. È apprezzabile invece il fatto che la band si sia rimessa in parte in discussione un’altra volta, mantenendo alcuni riff heavy, introducendo alcune piccole novità come l’utilizzo delle chitarre acustiche e scrivendo brani leggermente più articolati e, salvo un paio di episodi, non completamente di facile presa. Come accennato, chi aveva detestato “Musique” probabilmente non apprezzerà affatto neanche questo nuovo lavoro dei norvegesi, ma sarebbe stupido non riconoscere comunque il valore di questi undici brani, che non fanno altro che confermare come i nostri siano degli abili songwriter, indipendetemente dal genere in cui si cimentano.

TRACKLIST

  1. Automatic Lover
  2. Universal Race
  3. Episode
  4. Play
  5. Superdrive
  6. Let You Down
  7. Starlit
  8. Envision
  9. Flickerlight
  10. Liquid Man
  11. Motion
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