THEM – Manor Of The Se7en Gables

Pubblicato il 06/11/2018 da
voto
8.0
  • Band: THEM
  • Durata: 00:55:01
  • Disponibile dal: 26/10/2018
  • Etichetta: Steamhammer Records
  • Distributore: Audioglobe

Due indizi non fanno una prova ma i Them dimostrano che il buon risultato del precedente “Sweet Hollow” non è stato di certo un caso. Nello scorso lavoro abbiamo potuto apprezzare come la formazione, prendendo liberamente ispirazione dai lavori di King Diamond, sia stata in grado di evitare qualsivoglia tipologia di scimmiottamento nei confronti di opere come “Abigail” o “Fatal Portrait” riuscendo a proporre un’ottima miscela tra passato e presente. “Manor Of The Se7en Gables” alza ancora di più l’asticella sia nella proposta musicale che nelle capacità narrative. L’esecuzione dei brani è ispirata e più che convincente in tutte le sue proposte riuscendo a trasmettere il senso d’inquietudine e paura su cui si basa il concept offrendo delle ambientazioni cupe e sinistre senza perdere mai quel tono di tagliente sospensione che contraddistingue le storie dell’orrore. A livello stilistico i brani sono un potpourri di thrash, heavy classico e metal melodico proposto sempre in dosi omogenee pescando sia dalla matrice U.S.A. che da quella europea, figlia indubbiamente dell’eterogeneità della formazione che vede alle chitarre Markus Johansson (Sylencer) e Markus Ullrich (Lanfear) – autori di una prova davvero ispirata – alla batteria Angel Cotte (ex Demolition Hammer), al basso l’avvicendamento tra Mike LePond (Symphony X), che rimane comunque collaboratore nella produzione del disco, e Alexander Palma (Septagon), con ancora Richie Seibel (Lanfear) alle tastiere. Ultimo ma non in ordine d’importanza il vocalist KK Fossor (Troy Norr, ex Coldsteel) autore di una prova strepitosa per intensità, pathos e tecnica. L’album dopo l’intro, che riprende la storia da dove l’avevamo lasciata nel 2016, parte con la tirata e powereggiante “Circuitous” in cui gustiamo già lo spettro vocale che contraddistinguerà tutto il prodotto ovvero: Falsetti potenti e tonalità graffianti supportate da cori tetri ed un parlato teatrale. Sicuramente uno dei punti salienti dell’album insieme al singolo “Witchfinder”, molto più orecchiabile e dedito a sonorità più classiche, ed alla finale “Punishment By Fire”, brano lungo e dai toni furiosi. Possiamo anche sentire ed apprezzare un lato ancora inesplorato dei Them nella ballad “Ravna” che rapisce per il suo coinvolgimento ed il suo istrionismo. Ma ci sarebbero ancora da citare brani come “As the Sage Burns” (il più ispirato alle sonorità del Re Diamante) o la thrashy “Refuge In The Manor”. “Manor Of The Se7en Gables” è uno di quei lavori dove selezionare delle tracce per un’ipotetica playlist risulta difficile se non impossibile, va preso nella sua interezza per goderne appieno e per gustarsi una proposta musicale sì figlia di grandi interpreti del passato ma con una personalità e delle peculiarità difficilmente riscontrabili oggigiorno. La proposta del combo tedesco-americano è migliorata in tecnica ed efficacia comunicativa portando il lavoro ad un livello superiore rispetto al già buon esordio.

TRACKLIST

  1. Residuum (Intro)
  2. Circuitous
  3. Refuge in the Manor
  4. Witchfinder
  5. A Scullery Maid (Interlude 1)
  6. Ravna
  7. As the Sage Burns
  8. The Secret Stairs
  9. Peine Forte Et Dure (Interlude 2)
  10. Maleficium
  11. Seven Gables to Ash
  12. Punishment By Fire
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