THERION – Lemuria

Pubblicato il 31/05/2004 da
voto
8.0
  • Band: THERION
  • Durata: 00:42:21
  • Disponibile dal: 24/05/2004
  • Etichetta: Nuclear Blast
  • Distributore: Audioglobe

Premessa: chi scrive ha cercato di limitare il più possibile la lunghezza della recensione, ma, come potrete ben leggere, non ci è riuscito. Abbiate solo un po’ di pazienza…

I Therion sono una band speciale. A loro modo unica. E stavolta hanno concepito qualcosa di speciale e, a suo modo, unico: hanno pubblicato, contemporaneamente, due album…due album di canzoni totalmente inedite. Per i primi mesi di vendita, nei negozi sarà disponibile una singola confezione, contenente entrambi i dischi al prezzo di uno; poi, “Lemuria” e “Sirius B”, questi i titoli delle due nuove creazioni, potranno essere acquistati separatamente. Precisate le modalità commerciali, veniamo ora alla (prima) recensione: a Metalitalia.com non è affatto piaciuta la trovata della Nuclear Blast, seppur comprensibile, di far pervenire un promo non completo di tutti i brani; per cui, principalmente per passione ma anche per correttezza nei vostri confronti, abbiamo atteso la data d’uscita del doppio CD e siamo corsi ad acquistarlo, in modo da poter fornire qualche “dritta” in più: ebbene, mai mossa fu più decisiva per il computo del giudizio finale! Già, in quanto, a parte l’elegante confezione in double-digipack (con custodia plasticizzata) e il magnifico booklet (ogni canzone, trattante diversi argomenti epico-storico-mitologico-fantascientifici, viene presentata attraverso spettacolari immagini a tema) della Deluxe Edition, abbiamo potuto scoprire, con discreta sorpresa, la bellezza delle song non inserite nel promo, in certi casi vere e proprie perle d’esaltazione. Analizzando il disco blu, “Lemuria”, quello che, dall’ascolto del promo, sembrava il meglio riuscito, ci si accorge di come i Therion abbiano raggiunto livelli altissimi, per quanto riguarda capacità compositiva, fantasia e visionarietà: Christofer Johnsson, principale songwriter e chitarrista ritmico, i suoi più fidi pard, i fratelli Kristian e Johan Niemann (rispettivamente chitarra solista e basso), e l’alter-ego scrittore di Johnsson, Thomas Karlsson, hanno pianificato un coacervo di sensazioni, storie, immagini e musica a dir poco sublime. L’album viene aperto da “Typhon”, track aggressiva e piuttosto veloce, dove il mastermind Christofer rispolvera addirittura, e non lo faceva dai tempi della magnum opus “Theli”, il suo cupo growling style, creando ottimi contrasti con i classici cantati lirici in auge nei Therion: pezzo quasi atipico, è uno degli episodi più groovy mai concepiti dal combo svedese. “Uthark Runa” sembra un’outtake del precedente studio-album, “Secret Of The Runes”, e difatti le lyrics sono impostate proprio sulla mitologia runica, mentre il brano si attesta su interessanti fraseggi epico-melodici. Si giunge, quindi, alla prima traccia (divisa in due parti) esclusa dal promo: quale pazzia! “Three Ships Of Berik” è una splendida cavalcata (anzi, meglio dire navigata!) folk-metallica letteralmente trascinante, la quale racconta le gesta di Berik, re dei Goti, alla conquista della cristiana Roma; ragazzi, vi sembrerà davvero di sentire il vento gelido sferzarvi la faccia e spruzzi d’acqua salata bagnarvi il viso, mentre corni da battaglia annunceranno il vostro arrivo! Passiamo alla title-track, per chi scrive divenuta la canzone più bella dell’intero repertorio Therion: trattasi di song semi-acustica, proiettante l’ignaro ascoltatore nei meandri subacquei di Lemuria (o Mu), grazie a richiami folk che neanche i maestri Skyclad sanno rendere così commoventi…il chorus, cantato da Piotr Wawrzeniuk (anch’egli piacevolmente riesumato dalla Theli-era), è emozionantissimo e fa il paio con il finale di flauto, affinché le lacrime offuschino questo sogno musicale. Dalle profondità marine di tempi ignoti, in men che non si dica, ci si ritrova al cospetto delle civiltà scomparse di Maya e Toltechi, per merito della gradevolissima, non di più, “Quetzalcoatl”, dove si odono anche balalaike e dove melodie sostenute la fanno da padrone. “The Dreams Of Swedenborg” ci riporta ai fasti del bellissimo “Deggial” e stupisce per il ritornello (ancora Wawrzeniuk grande protagonista!) al limite della sagra di paese e per l’assolo rockeggiante. Protagonisti di “An Arrow From The Sun” sono invece, di nuovo, i cantanti lirici, alle prese con la leggenda di Abaris Eiwar, venuto dal Grande Nord per rubare un raggio di Sole al Dio Apollo, nella canzone forse più deludente del lotto. In “Abraxas” ci si rivivacizza alquanto, grazie ad una track vivace e ben up-tempata, mentre a far calare il sipario sul primo tempo di questa doppia release, ci pensa “Feuer Overture/Prometheus Entfesselt”, nella quale il combo scandinavo sconfina pericolosamente nelle sonorità di In Extremo e Rammstein, creando un brano marziale e arrangiato in modo molto simile a quanto sono soliti fare i due gruppi succitati, oltre ad essere interamente interpretato in tedesco. E dunque, allora, a seguito di tale accurata disamina, assegniamo un otto pieno a “Lemuria” e vi invitiamo a rivolgere rapidamente l’attenzione verso “Sirius B”, la dolce metà di questo lavoro-monstre…

TRACKLIST

  1. Typhon
  2. Uthark Runa
  3. Three Ships Of Berik part 1: Calling To Arms And Fighting The Battle
  4. Three Ships Of Berik part 2: Victory!
  5. Lemuria
  6. Quetzalcoatl
  7. The Dreams Of Swedenborg
  8. An Arrow From The Sun
  9. Abraxas
  10. Feuer Overture / Prometheus Entfesselt
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