THOMAS RAGGI – Masquerade

Pubblicato il 13/12/2025 da
voto
6.0
  • Band: THOMAS RAGGI
  • Durata: 00:27:15
  • Disponibile dal: 05/12/2025
  • Etichetta:
  • Sony

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Sebbene sulle nostre pagine non abbiamo trattato direttamente il percorso musicale dei Måneskin, l’inaspettato successo planetario della band ha fatto sì che le cronache musicali venissero inondate di commenti, pareri, tifosi e detrattori, pronti a voler dire la loro sul fenomeno tricolore del momento. Ciascuno, volente o nolente, si sarà costruito il proprio giudizio e non è certo questa la sede adatta per approfondire qualcosa che a noi, che ascoltiamo metal in ogni sua forma, tocca solo marginalmente. Giusto per completezza d’informazione, chi scrive non è mai stato un detrattore a priori della formazione romana, pur rimanendo sempre piuttosto freddo di fronte alla loro proposta. In fondo, se grazie a questi ragazzi dall’attitudine glam, arrivati come un fulmine a ciel sereno, qualche giovane ascoltatore volesse approfondire e magari partire da loro per riscoprire band come T-Rex o Slade, di certo non saremmo noi a lamentarcene.

In realtà, chi pensava che i Måneskin potessero diventare il primo passo per una rinascita del rock sulla scena mainstream è stato clamorosamente smentito dalla dura realtà dei fatti: il loro successo non solo non ha spostato di una virgola gli interessi delle masse, ma, anzi, negli ultimi anni abbiamo assistito ad un progressivo allontanamento degli stessi componenti da tutto ciò che è tipicamente rock, con Damiano a giocare al novello Harry Styles, e Victoria convertitasi ad una nuova sfavillante carriera da DJ. L’unico che sembra voler portare avanti la bandiera del genere è appunto il chitarrista Thomas Raggi, che arriva al suo debutto solista, potendo contare su grandi mezzi, un cast di ospiti d’eccezione, e un padrino come Tom Morello nel ruolo di produttore.

“Masquerade”, diciamolo subito, è un disco piacevole, in cui si percepisce la presenza di un gruppo di lavoro fatto di professionisti, che sa realizzare prodotti formalmente curati. Ha una durata molto contenuta, una produzione potente, è molto vario nel suo citazionismo più o meno velato e ha anche qualche canzone con del potenziale, come l’iniziale “Getcha!” o “The Ritz”, in cui le influenze più classiche dell’hard rock riescono a trovare un taglio contemporaneo ed immediato che senza dubbio funziona e che di certo non è pane quotidiano in un panorama italiano dominato da ben altri generi musicali. Ha qualcosa che potremmo definire metal? Ovviamente no, è un lavoro pensato per un pubblico generalista, che magari ascolta qualcosa dei Led Zeppelin, gli AC/DC, e magari una serie di nomi che, non a caso, figurano proprio come ospiti: dai Franz Ferdinand ai Jet, passando per The Struts e Prodigy. Non ha spunti melodici davvero memorabili – forse con la sola eccezione della ballad “For Nothing” – ma compensa questa mancanza con quel groove che può essere valorizzato al meglio dalla presenza di un veterano come Tom Morello.

Un discorso a parte, invece, va fatto per la presenza dei numerosi ospiti, che si avvicendano praticamente in ogni traccia dell’album: se da una parte capiamo perfettamente il potenziale promozionale di questo red carpet in salsa rock, dall’altra ci sembra altrettanto evidente come questa scelta finisca solo per danneggiare Raggi, messo in ombra dalla presenza degli ospiti. Ne è un esempio lampante la cover di “You Spin Me Round (Like A Record)” dei Dead Or Alive, che Thomas suona in compagnia dei Franz Ferdinand. Il suono e lo stile della band britannica sono talmente soverchianti da rendere quasi accessoria la presenza di colui che dovrebbe invece essere il protagonista.

Il vero nodo della questione, a questo punto, diventa come collocare questo progetto nel percorso di Thomas Raggi. A noi vengono in mente due potenziali interpretazioni: se “Masquerade” vuole essere solo il divertissement di un ragazzo giovane, che grazie al suo successo può permettersi di suonare assieme ad artisti che ammira, con la libertà che solo un progetto solista può garantire, allora va benissimo così. Se però, anche a fronte del futuro incerto della sua band principale, questo possa considerarsi il primo passo di una carriera solista duratura, ci sembra che il risultato sia fuori fuoco, perché non emerge in alcuna maniera chi sia veramente Thomas Raggi, ed è un peccato, perché – al di là di tutto il rumore generatosi da quella prima audizione in X Factor fino ad oggi – ci piacerebbe scoprirlo.

TRACKLIST

  1. Getcha!
  2. Keep The Pack
  3. Lucy
  4. Ca Got Your Tongue
  5. For Nothing
  6. You Spin Me Round (Like A Record)
  7. The Ritz
  8. Fallaway
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