5.0
- Band: THRÄNENKIND
- Durata: 00:45:51
- Disponibile dal: 05/13/2016
- Etichetta:
- Lifeforce Records
- Distributore: Audioglobe
Prendete una parte di Alcest, una di Amenra, qualche spruzzo di più canonico black metal; agitate, non mescolate, e quando vi sembrerà che il colore e il sapore siano ragionevoli – ideali sarebbe sperare troppo -, versate dentro un inspiegabile cantato alle soglie del metal-core e rovinate tutto: ecco, se già col precedente “The Elk” i Thränenkind avevano esposto questi limiti di coerenza espressiva, l’esito si fa ancora più opinabile quando gli anni di esperienza sulle spalle sono ormai quasi dieci. Per intenderci, questa secca bocciatura non è frutto delle preferenze personali di chi vi scrive, che effettivamente spedirebbe con piacere in Corea del Nord buona parte dei vocalist nu metal/djent &co., ma proprio dell’equilibristico tentativo di soddisfare diversi pubblici, senza dar l’idea che questa commistione sia frutto di diverse passioni e preferenze effettivamente presenti all’interno della band. Il pattern è pressoché costante in tutti i brani: atmosfere a cavallo tra il post (Black? Rock? Ormai pare difficile tracciare una netta linea di separazione) e il depressive metal fanno da tappeto generale senza troppa convinzione, prima che le chitarre si ricordino di dover buttare dentro un riff, mai troppo violento, per venire poi sopraffatte appunto, da uno scream/growl che mai si amalgama appieno. La ricerca di una direzione musicale più o meno coerente si compie vagamente con “What We Believe In”, dove guarda caso la voce si sporca maggiormente e perde parte delle velleità nu prevalenti; o ancora si sfiora la sufficienza nella discreta “Vanishing Youth”, ma è troppo leggerino e tardivo il tentativo di costruire un brano etereo e insieme maestoso. E stiamo davvero citando gli unici passaggi un po’ interessanti, non propriamente avvincenti, del lotto. Forse, piuttosto che autocompiacersi della verbosa etichetta di Vegan Straight Edge Post Metal Band (sic!), varrebbe la pena di affinare la propria ricerca musicale; o di aprire un negozio di prodotti bio e rinunciare del tutto.
