THREE DAYS GRACE – Alienation

Pubblicato il 26/08/2025 da
voto
7.5
  • Band: THREE DAYS GRACE
  • Durata: 00:41:40
  • Disponibile dal: 22/08/2025
  • Etichetta:
  • RCA

Verso la metà degli anni Zero i Three Days Grace erano diventati uno dei nomi di punta del modern hard rock grazie ad un tris di dischi multiplatino – l’omonimo esordio, la miniera di singoli “One-X “e “Life Starts Now” – capaci di vendere milioni di copie e d’imporsi nella cultura di massa grazie ai ripetuti passaggi radiofonici e come temi musicali di wrestling e videogame.
Dopo il più sperimentale “Transit of Venus”, l’improvvisa uscita di Adam Gontier, cantante e principale compositore, sembrava minare la sopravvivenza stessa della band, capace invece di reinventarsi reclutando il semisconosciuto Matt Walst (fratello del bassista Brad Walst) e di tenere il passo con tre album di discreta fattura (soprattutto “Human”), pur senza bissare il successo degli esordì.
L’annuncio del ritorno in formazione del figliol prodigo aveva di nuovo alzato il livello di hype, così come la notizia che avrebbero continuato come quintetto con due cantanti in formazione: una scelta lodevole sotto molti punti di vista, ma in grado di destare curiosità visto che non si tratta in questo caso di far coesistere stili o voci diverse (scream/clean, rap/metal, uomo/donna) quanto due timbriche piuttosto simili tra loro.

Superate le perplessità iniziali, dobbiamo riconoscere che l’intreccio dei due cantanti procede in modo piuttosto fluido e scorrevole, anche perchè per questo atteso ritorno la band canadese ha dato vita ad alcune delle sue migliori composizioni da una quindicina d’anni a questa parte.
Il tentativo di bissare i fasti di “One-X” è palese fin dalla copertina ed a volte fin troppo esplicito (il giro di basso di “Mayday” è un evidente rimando ad “Animal I’ve Become”), ma in generale i cinque musicisti e i loro numerosi collaboratori (tra cui citiamo lo storico produttore Howard Benson e l’onnipresente Zakk Cervini) hanno saputo rinnovare la formula trovando un perfetto equilibrio tra le voci dei due frontman, sia nei frangenti più esplosivi (“Dominate”, “In Waves”, “Deathwish”) che in quelli più melodici (“Kill Me Fast”).
Apprezzabile anche l’utilizzo delle punteggiature elettroniche nella title-track, così come l’aggiunta della voce femminile nella toccante “Never Ordinary”, probabile futuro singolo impreziosita anche dalla presenza della violinista Lindsey Stirling.
Da citare infine la conclusiva “Another Relapse” – unico episodio a sforare i canonici tre minuti e mezzo, sfruttando appieno il potenziale offerto dalle due voci e tre chitarre – mentre a conti fatti l’unico episodio sottotono è la ballad “Don’t Want To Go Home Tonight”, formalmente perfetta ma un po’ troppo insipida per lasciare il segno.

Nonostante l’impegno, “One-X” resta una spanna sopra, ma visti i chiari di luna di molte band coetanee (Breaking Benjamin, Seether, Nickelback) è probabile la versione 2.0 dei Three Days Grace si trovi a giocarsi la cintura d’oro dell’alternative rock/metal nella categoria ‘Master’ (ovvero le band emerse a cavallo del nuovo millennio) con gli Shinedown.

TRACKLIST

  1. Dominate
  2. Apologies
  3. Mayday
  4. Kill Me Fast
  5. In Waves
  6. Alienation
  7. Never Ordinary (ft. Lindsey Stirling)
  8. Deathwish
  9. Don’t Wanna Go Home Tonight
  10. In Cold Blood
  11. The Power
  12. Another Relapse
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