THRESHOLD – Dividing Lines

Pubblicato il 15/11/2022 da
voto
8.0
  • Band: THRESHOLD
  • Durata: 01:04:52
  • Disponibile dal: 18/11/2022
  • Etichetta:
  • Nuclear Blast

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I maestri inglesi del prog metal tornano in pista dopo un break piuttosto lungo e, a distanza di cinque anni dal precedente “Legends Of The Shires”, ecco arrivare il nuovo “Dividing Lines”. Karl Groom e Richard West, i mastermind che si celano dietro il monicker Threshold, hanno lavorato duramente per tornare con un disco che sembra strizzare l’occhio al periodo centrale della loro carriera e a lavori come “Subsurface” e “Dead Reckoning”, caratterizzati da un sound più potente ed aggressivo e qualche divagazione moderna. Non mancano ovviamente le solite soluzioni progressive e le magistrali melodie messe a punto da questi geniali compositori, abili anche in questo caso a far sfoggio di tutta la propria bravura e professionalità.
È possibile trovare un approccio più diretto e potente già in partenza con “Haunted”, dove a farla da padrone sono riff possenti, accompagnati da una produzione come sempre curata nei minimi dettagli. La classe del quintetto inglese viene esaltata nell’immediato, come dimostra l’elegante break centrale dove la chitarra acustica di Karl Groom accompagna linee vocali soffici e sognanti, ben interpretate da Glynn Morgan – a proprio agio nel solcare queste sonorità – e poi con il cambio di tempo dettato dalla solita precisione alla batteria di Johanne James durante il bellissimo ritornello. Se con “Hall Of Echoes” la band si muove attraverso sonorità prevalentemente progressive, con un intercalare che si prolunga cambiando sfaccettature attraverso un gran gioco di cori, un cantato sentito e teatrale ed una parte centrale dove le vertiginose tastiere di Richard West firmano un assolo di rara eleganza, sono tappeti di tastiere ed un riff dinamico a condurre la partenza di “Let It Burn”, brano che durante il pre-ritornello presenta qualche influenza moderna, prima di concedersi un refrain grintoso e diretto. Ritmi decisi e sostenuti che confezionano così un brano dall’appeal importante, in grado di conquistare e diventare una vera e autentica hit anche quando i Threshold potranno esibirsi dal vivo di fronte ai propri fan. Voce filtrata e partiture di tastiera dal tocco elettronico mostrano il lato più moderno del quintetto inglese durante la partenza di “Silenced”, pezzo che colpisce tra riff stoppati ed aperture melodiche travolgenti. L’effetto seducente di questo disco non si placa affatto visto che la prima suite che incontriamo, “The Domino Effect”, è una gemma dall’infinito valore: ancora chitarre potenti che conducono ritmi sostenuti cavalcando una strofa trascinante fino ad un ritornello incantevole. Una parentesi centrale di rara eleganza accompagnata dalla chitarra acustica di Groom, il quale prende poco dopo il proscenio suonando un assolo di estrema finezza prima di ritornare a martellare con partiture progressive; negli undici minuti che compongono questo brano troviamo quindi tutta la più pura essenza dei Threshold.
E’ ancora il chitarrista inglese a scandire i ritmi della successiva “Complex”, corpulenta e massiccia ma piuttosto classica per la band, e forse quella che sorprende meno all’interno della tracklist. Le tastiere dirompenti di “King Of Nothing” avvolgono il cantato drammatico di Morgan, innalzando atmosfere cupe che si protraggono fino al profondo e per certi versi tenebroso ritornello. Influenze AOR seguono la più sorniona “Lost Along The Way”, mentre è la notevole interpretazione di Glynn Morgan al microfono a regalare attimi di esaltazione durante la breve ed intensa “Run”. L’altro brano di lunga durata, “Defence Condition”, ha il compito di chiudere il disco, provando a regalare le solite emozioni ma riuscendoci solo in parte: non basta infatti un meraviglioso coro (ma che certamente sa un po’ di già sentito) ed un finale dal crescente pathos per rendere eccellente al massimo livello un brano che per vari tratti risulta invece troppo scontato.
Nonostante si possa notare un minimo calo avvicinandosi alla parte finale dell’ascolto, bastano cinque o sei composizioni in grado di ammaliare per rendere questo “Dividing Lines” un autentico highlight dell’annata in corso. Una classe infinita che sembra ben lontana dallo scorgere il tramonto; i Threshold regalano ai loro fan un altro caposaldo del prog metal melodico.

TRACKLIST

  1. Haunted
  2. Hall Of Echoes
  3. Let It Burn
  4. Silenced
  5. The Domino Effect
  6. Complex
  7. King Of Nothing
  8. Lost Along The Way
  9. Run
  10. Defence Condition
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