THRONE OF KATARSIS – Ved Graven

Pubblicato il 27/12/2011 da
voto
7.5
  • Band: THRONE OF KATARSIS
  • Durata: 00:47:11
  • Disponibile dal: 24/10/2011
  • Etichetta: Candlelight
  • Distributore: Audioglobe

I Throne Of Katarsis si confermano una band che suona black metal norvegese puro al 100%. Caratteristica, ahinoi, sempre più rara nel paese scandinavo ‘black’ per eccellenza. Il batterista Vardalv ed il tuttofare Grimnisse (che ora preferisce farsi chiamare Infamroth) proseguono sulla stessa intuizione stilistica delle prime, convincenti, release. Sul nuovo “Ved Graven” però, a loro si uniscono due membri di una band storica norvegese: il nuovo chitarrista Skinndød e, soprattutto, la mente dei Gehenna, quel Sanrabb che qui è relegato al ruolo secondario di bassista. Se la matematica non è un’opinione, la somma di membri dei Gehenna a quelli dei Throne Of Katarsis può dare soltanto un ottimo risultato. “Ved Graven” è infatti un album annichilente che trasuda black metal norvegese da ogni sua nota. La produzione è grezza ed underground, ma fatta con razionalità ed ideale per il trademark degli invasati Throne Of Katarsis. Stavolta la band sembra ritornare di prepotenza agli ottimi livelli del debut album e supera con facilità i momenti di impasse del proprio songwriting palesati sul penultimo “Helvete (Det Iskalde Mørket)”. La foga artistica dei Nostri si concentra sul messaggio sonoro diabolico ed iconoclasta tipico del black metal vecchia maniera, così com’era presente sul debut “An Eternal Dark Horizon” uscito nel 2007. Più che agli elaborati Gehenna, i Throne Of Katarsis sono vicini stilisticamente ai Gorgoroth o ai Dødheimsgard degli esordi. Veloci e diabolici, la band vomita tonnellate di metallo nero con semplicità, ma con una motivazione talmente ispirata che sconfina nella passione maniacale. Il riffing è letteralmente posseduto, brani devastanti del calibro di “Mesterens Tilbakekomst” e soprattutto “Helvete Kaller” dimostrano quanto questa musica sia dominata da una volontà infernale. Il sound ruvido, ma profondo di quest’album non fa altro che scaraventarvi nell’abisso sonoro creato ad arte dai Throne Of Katarsis, capaci di trascinarvi negli Inferi sulle note sofferte di “Av Dypets Kulde”. Ci sono anche qui per fortuna, come vuole la miglior tradizione black metal nordica, canzoni che iniziano o che presentano degli stacchi con nenie rugginose create ad arte da chitarre imbrattate da blasfemia e malcontento (su tutte “Åpne Alle Sår, song composta esclusivamente di questo elemento). A dispetto del precedente album, stavolta il gruppo norvegese ha saputo mantenere l’intensità nei brani anche quando questi hanno un minutaggio eccessivo (soprattutto per il genere proposto), come nella conclusiva “The Ultimate Shrine”. In sintesi, un black metal così diabolico ed allo stesso raggelante nelle sue atmosfere non si sentiva da un pezzo. Hell is here!

 

TRACKLIST

  1. Profetens Siste Vandring
  2. Helvete Kaller
  3. Av Dypets Kulde
  4. The Holy Remains The Weak
  5. Mesterens Tilbakekomst
  6. Åpne Alle Sår
  7. The Ultimate Shrine
1 commento
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