THRONEHAMMER – Usurper Of The Oaken Throne

Pubblicato il 25/05/2019 da
voto
7.0
  • Band: THRONEHAMMER
  • Durata: 01:18:03
  • Disponibile dal: 03/05/2019
  • Etichetta:
  • The Church Within

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Tutti in marcia, in fila, stipati ed assiepati lungo le note epiche, intrise di doom fino al midollo, intarsiate dai Thronehammer che, con il qui presente “Usurper Of The Oaken Throne”, fanno il loro debutto ufficiale sulla lunga distanza. Lunghissima oseremmo dire, visto che il full-length prodotto da questa nuova entità del tutto internazionale sfora l’ora piena arrivando a quasi ottanta minuti di durata. Sei tracce in cui la storica possanza dei Candlemass va a braccetto con alcuni spunti più glaciali e brutali sfoggiati anni addietro da tali Bathory. Ma chi sono questi Thronehammer? Un terzetto anglo-germanico che vede Kat ‘Shevil’ Gillham (già Uncoffined e Winds Of Genocide) dietro al microfono, Stuart West (ex Obelyskkh) alla chitarra/tastiere e Tim Schmidt (Naked Star) occuparsi dell’intera sezione ritmica. Un trio poderoso, acido, imperioso nella sua ipnotica proposta che prende avvio con i diciassette minuti di “Behind The Wall Of Frost”: una marcia aggressiva e decisa, dettata dalla voce litanica della Gillham mentre le linee melodiche stridono un riff maligno e nel contempo magnetico, prima che un growl freddo e ferale rallenti il tutto anticipando un passaggio celebrativo ed ancor più epico che lascerà nuovamente spazio alla ripresa del cammino in chiave doom che caratterizza di fatto l’intero brano. Ed è proprio la solennità sonora uno degli ingredienti principali di questo “Usurper Of The Oaken Throne” che, seppur indebolito da una produzione non proprio eccellente, acquista maggiormente peso nella successiva “Conquered And Erased” in cui i toni si incupiscono ulteriormente portando l’ascoltatore ad una sorta di spaesamento generale. Doom epico, cupo ma anche grintoso come dimostrano i venti minuti di “Warhorn” la quale, per alcuni aspetti, richiama addirittura alcune sfumature dei nostri primi Death SS. Oltrepassata la ‘repentina’ “Svarte Skyer”, replicante a grandi linee quanto proposto sino a quel punto dalla band, passiamo alla potente “Thronehammer”. Martellante, contraddistinta da un inizio cadenzato con sferzate letali di riff, rallenta ulteriormente i colpi nella parte centrale fino all’inasprimento finale. Un cammino ferreo, aspro, che si conclude con la summa di tutto quanto descritto nelle righe precedenti: la titletrack avanza barcollante, funerea, mentre la Gillham scandisce gli ultimi proclami baritonali. Così sino a metà brano quando uno stacco di basso stende un velo di fitta nebbia sonora prima di essere scavalcato nuovamente dal refrain portante. Ottanta minuti non sono pochi: più che un album, è una vera e propria marcia tanto rigida quanto coinvolgente che ammalierà tutti gli amanti del doom più cupo ed oppressivo.

TRACKLIST

  1. Behind The Wall Of Frost
  2. Conquered And Erased
  3. Warhorn
  4. Svarte Skyer
  5. Thronehammer
  6. Usurper Of The Oaken Throne
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