7.0
- Band: THROUGH YOUR SILENCE
- Durata: 00:38:53
- Disponibile dal: 07/03/2008
- Etichetta:
- My Kingdom Music
- Distributore: Audioglobe
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Esordiscono per My Kingdom Music i milanesi Through Your Silence, interessante quintetto nato nel 2002 e proponente un cangiante melo-death con decise influenze hardcore; come la stessa biografia suggerisce, Marco Tafuri e compagni sembrano voler riunire, in un accattivante incrocio di sonorità, quanto di meglio è uscito in campo death melodico dall’Europa degli anni ’90 (soprattutto Svezia, ovviamente), l’ultima generazione di death-core made in Germany e certi richiami a band americane dal forte piglio scandinavo (As I Lay Dying, per fare un nome). “Whispers To The Void” si presenta con una produzione deluxe curata da Ettore Rigotti dei Disarmonia Mundi, quindi sotto questo punto di vista ci siamo alla grande. Pur mancando quasi in toto di originalità, il songwriting dei Through Your Silence sembra poter reggere a sufficienza l’impatto con la concorrenza europea della scena: i pezzi sono strutturati molto bene ed in qualche caso ci si trova di fronte a riusciti esperimenti che sorprendono per qualità e bellezza; purtroppo il fatto che i nostri alfieri ricordino parecchie formazioni non giova al giudizio complessivo, così come ci preme segnalare la non perfetta performance inglese del vocalist Massimo Raineri – per il resto ottimo e funzionale al genere. Difetti che non possono passare inosservati nel 2008, ma che non pregiudicano affatto l’appeal ed il tiro di “Whispers To The Void” e – anzi! – ci fanno ben sperare per una rapida maturazione in futuro. Pezzi come “Failure” (con female vocals e atmosfera parecchio Deadlock docet), la potentissima “Mass Killer”, “Desire”, “The Groom” e la title-track sono piacevolissimi da ascoltare, tra accelerazioni, scariche abrasive, breakdown massicci e hook melodici coinvolgenti; particolare il finale di “War Children”, commovente nella sua chiusura che coinvolge prima un’acustica e dei synth sognanti e poi pianoforte e violino. Ed in effetti perseguire su questa strada più sperimentale e quasi prog potrebbe essere un buon consiglio per i ragazzi. Un bel disco, dunque, per un gruppo da tenere d’occhio e rivalutare presto, dal vivo o in studio. Bravi.
