THUNDERBOLT ( NOR ) – Dung Idols

Pubblicato il 04/06/2011 da
voto
6.0
  • Band: THUNDERBOLT ( NOR )
  • Durata: 00:47:50
  • Disponibile dal: 25/03/2011
  • Etichetta:
  • Rock It Up Records

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Dopo due lavori superflui accompagnati da due copertine orrende (guardare per credere), tornano con il loro terzo lavoro i norvegesi Thunderbolt. Questa volta la band dimostra di aver fatto dei passi avanti sin dalla cover del disco, finalmente all’altezza della situazione, dalla quale ci si potrebbe aspettare una virata verso il metal urbano caro ai Riot dei primi lavori, ma che invece rimane saldamente legato alla tradizione della NWOBHM. Quindi oltre all’artwork cosa è migliorato? Indubbiamente la professionalità, che porta ad un suono più curato, e l’ispirazione, che sfocia in un songwriting più seducente nonostante esso risulti sempre ampiamente legato alle radici del metal degli Eighties. Già con l’iniziale “Dung Idols” i Thunderbolt mettono subito in chiaro di non avere alcuna voglia di svecchiare e innovare la propria proposta: un basso pulsante sostiene il riff in classico Maiden-style, mentre il cantante Tony Johannessen dimostra tutto il suo amore per Dickinson proponendo una timbrica altamente influenzata da quella di Big Bruce ma molto più stentorea e quindi meno efficace sulle note alte. L’influenza dei Maiden – compresa quella del periodo “The X Factor” con Blaze alla voce, il quale esercita anche lui un certo fascino sul singer – pur essendo riscontrabile in molti altri pezzi, non è l’unica ad aver concorso nel forgiare lo stile dei norvegesi, i quali dimostrano di aver imparato molto anche dai Judas Priest nei momenti più tirati e dai Saxon per quel che concerne gli episodi più battaglieri ed anthemici. Quello che in definitiva impedisce a “Dung Idols” di rientrare in quella fascia di uscite il cui acquisto è consigliato perlomeno agli amanti del genere, è rappresentato da un notevole calo di qualità negli ultimi tre-quattro pezzi dell’album, scevri di quella spontaneità e cori semplici ma efficaci invece ben udibili nella prima metà o giù di lì del CD. Il rischio quindi che la longevità del lavoro possa essere labile è presente; dopo qualche ascolto “Dung Idols” potrebbe finire per essere stoppato passate le prime sei – al massimo sette – tracce e, col tempo, potrebbe non essere neanche più inserito nel vostro lettore. L’ascolto è comunque consigliato a tutti gli heavy metal maniac, che a quel punto potranno decidere se condividere quanto letto in questa recensione o godere comunque di una manciata di canzoni più che soddisfacenti.

TRACKLIST

  1. Dung Idols
  2. Metal Tide
  3. Special
  4. Land Of The Living
  5. Majestic Travesty
  6. Fight
  7. The Moderators
  8. Heel Run
  9. Black Horde
  10. Crime Of The Sentry
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