THY CATAFALQUE – Naiv

Pubblicato il 28/01/2020 da
voto
8.0
  • Band: THY CATAFALQUE
  • Durata: 00:47:03
  • Disponibile dal: 24/01/2020
  • Etichetta: Season Of Mist
  • Distributore: Audioglobe

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Ci sono sempre aspettative molto elevate intorno alle nuove release di Tamás Kátai e della sua creatura Thy Catafalque. La cosa ovviamente non stupisce, vista la qualità altissima delle produzioni del musicista ungherese, che colpiscono l’immaginario dell’ascoltatore guidandolo in territori inesplorati, coraggiosi, che sfidano le leggi della fisica, rovesciando punti cardinali, ma sempre lasciando la sensazione di una direzione consapevole e salda. Viene quasi spontaneo guardare questo strordinario artista che cammina sul filo, in bilico tra i generi più disparati, aspettandolo al varco. Riuscirà Tamás a stupirci ancora un volta?
“Naiv” risponde a questa domanda con la consueta fermezza e ci consegna l’ennesimo grande lavoro firmato Thy Catafalque. L’ispirazione per questa nuova pubblicazione arriva dall’arte visiva, dai pittori naïf, ma in un certo senso questa influenza potrebbe diventare fuorviante per il lettore: se il movimento artistico, infatti, è passato alla storia, tanto da diventare locuzione di uso comune, come sinonimo di ingenua semplicità, lo stesso non si può dire nei medesimi termini per la musica di Tamás. Il musicista, infatti, con la solita mirabile cura riesce a mescolare generi, con quello spirito avantgarde che non accetta confine alcuno e utilizza semplicemente il mezzo espressivo più utile in quel momento alla sua arte. Lo stesso avviene, seguendo la medesima logica, per gli strumenti: i Thy Catafalque sono concettualmente una one-man band, ma il musicista si fa affiancare da una pletora di ospiti, che punteggiano l’opera di fiati, ottoni, archi e strumenti tradizionali.
Da un punto di vista stilistico, “Naiv” si allontana ulteriormente dall’anima estrema di Tamás: sono ancora presenti momenti furiosi e passaggi innegabilmente aggressivi, ma è evidente come il musicista sia interessato ad esprimersi attraverso l’intero spettro emotivo a sua disposizione, con una particolare attenzione all’aspetto ritmico, dinamico e curato, con il basso che diventa spesso protagonista assoluto della melodia principale. Il resto degli strumenti si appoggia quindi a questo solido scheletro per dare sfoggio di tutta la fantasia di Tamás. Abbiamo quindi sintetizzatori che dialogano con il sassofono e il trombone (“Tsitsushka”), oppure voci femminili spettrali che rimandano alla tradizione dell’Europa orientale (“Embersólyom”, cover di una vecchia band folk ungherese chiamata Kaláka). Troviamo passaggi maliconici, punteggiati da chitarre acustiche e cupi movimenti di archi (“Számtalan Színek”), alternati a momenti oggettivamente tamarri, come “A Valóság Kazamatái”, con il suo ritmo di batteria quasi dance, le chitarre sature e l’elettronica che sembrano riportarci alla mente i The Kovenant di “Animatronics”. Infine non possiamo esimerci dal citare “Kék madár (Négy kép)”, con il flauto quena a svolazzare su una base elettronica ipnotica, e “Vető”, che rappresenta forse il momento più alto dell’intero album. Quest’ultima, infatti, rappresenta al meglio l’estro compositivo del musicista, che apre la canzone con un riff death metal, si sposta poi in una sezione mediorientale, con tanto di percussioni arabe, per poi divagare in una coda strumentale di organo e sintetizzatori, chiudendosi, infine, con la ripresa del tema iniziale.
Si sente una punta di autocompiacimento nella scrittura di Tamás, non lo nascondiamo: sa di essere bravo e sa di aver raggiunto (meritatamente) quello status che gli consente di essere libero ai limiti dell’anarchia. Il musicista ne è consapevole e ogni tanto sembra quasi voler strizzare l’occhio all’ascoltatore, quasi a sottolinearlo, soprattutto nei passaggi più arditi. Ma come possiamo non comprenderlo? Tamás Kátai ce l’ha fatta ancora una volta e ha dato vita all’ennesimo lavoro eccellente, unico nel suo (non) genere e capace di nutrire tanto l’intelletto quanto le emozioni di chi lo ascolta.

TRACKLIST

  1. A Bolyongás Ideje
  2. Tsitsushka
  3. Embersólyom
  4. Számtalan Színek
  5. A valóság Kazamatái
  6. Kék Madár (Négy Kép)
  7. Napút
  8. Vető
  9. Szélvész
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