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- Band: THY MAJESTIE
- Durata:
- Disponibile dal: //2002
- Etichetta:
- Scarlet Records
- Distributore: Audioglobe
Due anni fa “The Lasting Power” ha segnato l’esordio discografico dei nostrani Thy Majestie, band siciliana che da subito ha messo in luce una notevole tecnica ed uno spiccato gusto nel songwriting in ambito power-epic metal, ma che spesso erroneamente è stata accostata agli alfieri per eccellenza del metal nostrano, i Rhapsody. Oggi i sei musicisti tornano con questo concept album, “Hastings 1066”, che tratta per l’appunto la famosa battaglia fra Normanni e Sassoni, in cui i brani denotano una innegabile maturità ed un evoluzione musicale e compositiva. La produzione dei famosi Outer Sounds Studios, opera di Giuseppe Orlando (Novembre, Stornlord), ed il mastering dei finlandesi Finnvox (Sonata Arctica, Stratovarius, Children Of Bodom…) valorizzano non poco la musica dei Thy Majestie, ma a stupire è la classe con cui vengono amalgamati arrangiamenti di classe, maestosi cori, incredibili fraseggi ed assoli di chitarra e la convincente ugola di Dario Grillo. A differenza dei già citati Rhapsody, la band non “esagera” in pompose orchestrazioni, concentrandosi invece sul tipico sound power metal italiano, e a pezzi tiratissimi come”The King And The Warrior” o “The Sight Of Telham Hill” vengono valorizzati dalle epiche atmosfere del Coro del Teatro Massimo (Palermo), che ancora una volta ha partecipato attivamente sul lavoro della band. Non mancano però episodi più studiati e complessi, come “The Scream Of Taillefer”, in cui troviamo passaggi e stacchi che più di una volta sconfinano in lidi progressive, e l’evocativa “Anger Of Fate”, solenne e cadenzata composizione in cui i cori svolgono un ruolo primario, rendendo il pezzo uno degli episodi più epici del disco. A differenza di molti colleghi i Thy Majestie hanno davvero qualcosa da dire, non si limitano a fotocopiare palesemente i chart breakers del settore, nè a bombardare l’ascoltatore con le solite stucchevoli melodie prive di personalità o inni a cavlieri amazzadraghi, la loro musica è fresca e accattivante a dispetto di chi sostiene che in Italia non si riesce a scrivere un buon album di heavy metal. “Hastings 1066” merita tutto il supporto ed il successo possibile, un ottimo album per un’ottima band che oggi si conferma una delle più interessanti realtà tricolore in ambito di power sinfonico! A chi volesse spendere qualche euro in più, consigliamo vivamente la versione giapponese del disco, in cui come bonus track è stata scelta “In God We Trust”, una magnifica cover degli indimenticati Stryper.
