THY PRIMORDIAL – Pestilence Upon Mankind

Pubblicato il 22/04/2004 da
voto
7.0
  • Band: THY PRIMORDIAL
  • Durata: 00:50:43
  • Disponibile dal: 22/03/2004
  • Etichetta:
  • Blackend Records

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Non lo sapranno in molti, ma in Svezia c’è un gruppo che è ormai giunto al sesto album. Si tratta dei Thy Primordial, band black metal che con costanza, perseveranza e una certa bravura ha accumulato sino ad oggi sei dischetti veramente interessanti senza nemmeno adagiarsi sul un credo musicale, bensì evolvendosi di album in album: il nuovo “Pestilence Upon Mankind” lo conferma ampiamente. Dopo un debut abbastanza grezzo che proponeva un black metal abbastanza semplice, ma convincente, la band cercò di seguire le orme dei Dissection di “The Somberlain” nei loro due successivi album: il discreto “Where Only The Seasons Mark The Paths Of Time” e l’eccelso “At The World Of Untroden Wonder”, baciato da un tocco melodico pesante e vagamente epico. Alcuni anni or sono, poi, ecco la svolta con il più feroce “The Heresy Of An Age Of Reason”, album black metal con quel tocco ‘svedese’ che ormai conosciamo bene essere presente in numerose band estreme. L’ultimo “The Crowning Carnage” ha continuato questo discorso su un filo più diretto, meno contorto ma ugualmente godibile. La novità assoluta di questo nuovo “Pestilence Upon Mankind” è l’assenza del cantante storico della band, il bravissimo Isidor. La sorpresa è la qualità indiscussa del suo sostituto N. Holstenson, dallo screaming veramente potente. Questa sesta release è sicuramente il lavoro più oscuro di tutta la discografia del quartetto svedese, ed è anche quello più death oriented. La miscela tra i due generi estremi è regolata ad arte dai Thy Primordial, band ormai di una certa esperienza, ed il risultato è in alcuni punti persino strabiliante. Buonissima la produzione, che non ha niente di straordinario se non il pregio fondamentale di dare alla musica un’aggressività spaventosa: sound devastante, chitarre ruvide ed incisive, batteria schiacciasassi (come lo è sempre stata in questa band) e cantato ispiratissimo e crudele. La titletrack, nonché opener, è un pugno in faccia che lascia stesi per qualche minuto, mentre la monumentalità di “Glorious Day” fa venire la pelle d’oca e rivela tutta la maestria di questa band navigata. Se si vuole paragonare questo “Pestilence Upon Mankind” con una nuova uscita sul mercato estremo, allora bisogna dire che per intensità e devastazione (fattori su cui indiscutibilmente i Mayhem, ad esempio, contano molto con il loro “Chimera”) questo album polverizza i malcapitati norvegesi di Maniac ed Hellhammer. Certo il paragone è possibile solo se si calcola questi fattori, ma in tal caso il match è preda di questi svedesi graffianti, blasfemi, assatanati di ferire l’ascoltatore. I Thy Primordial, con il passare del tempo, stanno per l’appunto tornando ad una dimensione ‘primordiale’, vomitando violenza sonora vera e pura. “Death Is Mercy” è un’altra freccia avvelenata scoccata dritta al centro del bersaglio, e la successiva “Deprived Of Everlasting Bliss” ci delucida in modo esaustivo in merito allo stato odierno di salute della band. La parte finale dell’album cala d’intensità, il riffing si fa un po’ troppo comune e le canzoni scorrono via senza lasciare un’impronta chiara e distinguibile… peccato. Ad ogni modo, il consiglio resta quello di non lasciarsi scappare per l’ennesima volta un gruppo che sa quello che vuole e che ora può contare su un impatto sonoro davvero ragguardevole. Ennesima conferma!

TRACKLIST

  1. Pestilence Upon Mankind
  2. Glorious Day
  3. Genocide Angel
  4. thorned with lamentable creed
  5. death is mercy
  6. deprived of everlasting bliss
  7. soul affliction
  8. branded
  9. grinding black madness
  10. revel in misanthropy
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