THYAMON – Self Destruction

Pubblicato il 03/09/2002 da
voto
7
  • Band: THYAMON
  • Durata:
  • Disponibile dal: //2002
  • Etichetta:
  • Distributore:

Ecco un altro bel gruppetto che va ulteriormente a saturare una scena, quella italiana, che negli ultimi anni, e non c’è bisogno di sottolinearlo ad oltranza, è stata protagonista di un boom incredibile. Il gruppo in questione, i Thyamon, proviene dalla provincia di Trento ed ha all’attivo solamente un demo prima di questo debut ufficiale su full-lenght. Il genere proposto è classic metal nell’accezione più larga del termine; di semplice heavy metal non si tratta, infatti, ma di un genere che, pur aderendo sempre ad uno stereotipo fisso e preciso, in ogni canzone è capace di evolversi attraverso molteplici facce e sfumature, passando tranquillamente dal rock a sonorità thrashy. Nella fattispecie, ogni canzone in sè meriterebbe di essere citata, ma in sede mi limito a nominare quelle che più possono colpire l’ascoltatore: specificatamente, la stupenda title-track opener del lavoro, la più dura “That Key” e la rilassatissima “Love, Madness, Violence” (praticamente un pezzo di pop/rock da classifica, che però non annoia e scorre bene a differenza di tutte le schifezze che ogni giorno MTV ci propina), la rabbiosa “On The Cemeteries’ Boulevards” (immaginatevi un classic metal di matrice piuttosto oscuro influenzato dai Pantera di “Cowboys From Hell”), la punkeggiante “Smoke In The Eyes”, ed infine “Old Man”, song dal grande impatto che presenta una superba accelerazione nel ritornello. Un’altra cosa che mi preme sottolineare riguarda la voce e l’impostazione vocale del cantante: tutto questo, unito alla sua particolare pronuncia dell’inglese, a mio avviso non fa altro che accrescere il valore del disco, visto che si rivela una scelta azzeccata, che all’inizio può sorprendere ma che poi si rivela essere proprio ciò di cui il gruppo ha bisogno. I Thyamon sono un altro gruppo da tenere d’occhio nel mercato metal italiano (anche se potrebbero risultare “leggeri”, in un certo senso, per tale mercato), un gruppo che, senza stupire per tecnica o per qualità delle canzoni particolarmente alta, riesce a fare qualcosa di tutto sommato originale, e già questo fa sì che sia un gruppo che va seguito da vicino…a voi l’ardua sentenza.

TRACKLIST

  1. Self Destruction
  2. That Key
  3. Love, Madness, Violence
  4. White Murderer
  5. On The Cemeteries' Boulevards
  6. Smoke In The Eyes
  7. Old Man
  8. Crystal
  9. The Darkest Dayù
  10. Life
  11. A Melancholy Day
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