TODAY IS THE DAY – No Good To Anyone

Pubblicato il 10/03/2020 da
voto
8.0
  • Band: TODAY IS THE DAY
  • Durata: 49:20
  • Disponibile dal: 28/02/2020
  • Etichetta: BMG
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Il ritorno di Steve Austin coincide con quello della sua creatura ed alter ego in musica, ovvero i Today Is The Day: il nuovo album “No Good To Anyone” vede ancora una volta esplicitate tutte le pulsioni dell’anima che il musicista di base a Nashville si è sempre portato dietro, sublimandole negli ultimi anni attraverso lavori quali l’ultima sortita in studio “Animal Mother” ed il documentario “The Man Who Loves To Hurt Himself”. Già, perchè qui la catarsi data dal prodotto finale è anche specchio di un’anima dilaniata e che si punisce da sola, attraverso la vita quotidiana fra i sentimenti contrastanti ed i pensieri di una mente più offuscata che lucida.
Le onde lunghe di questi pensieri e di queste emozioni assumono le sembianze di una copertina già emblematica, che riesce a trasmettere inquietudine fin dal primo sguardo: non di meno è la musica che esce dai brani, in pompa magna fin dall’inizio con la strisciante titletrack, in grado di stupire all’improvviso con attacchi furiosi, grandinate sonore che si alternano a momenti più composti. “Attacked By An Angel” è la parola di una voce salmodiante che gioca ad essere sempre presente anche quando gli strumenti si fermano bruscamente, arrivando a sdoppiarsi nella successiva “Son Of Man”: qui le diverse linee cantate seguono un percorso tracciato da un incedere scandito marzialmente dalla batteria, che viaggerà su ritmi frenetici nel finale, accompagnando una parte melodica dal sapore arcigno e grottesco nel corso della canzone.
La dicotomia interna insita nei Today Is The Day è rappresentata da “Burn In Hell”, dove all’iniziale clima rilassato viene contrapposta una sfuriata da manuale, prima che il grunge acido di “You’re All Gonna Die” torni a ristabilire la rotta. “Orland” è un intermezzo che, insieme al suo simile “Agate”, nulla aggiunge e nulla toglie ai brani limitrofi, presentandosi diversissimi fra loro: laddove “Cocobolo” è sinuosa, schizofrenia vocale che si aggira dalle parti dei Nine Inch Nails (anche musicalmente), “Callie” si contraddistingue per la sua natura acustica, pennellata da una chitarra slide e da una batteria in punta di bacchette. Una quiete dal sapore effimero, spazzata via da “OJ Kush”, come un animale lento e ferito che si trascina per riassumere tonicità con “Mercy”, scandita negli accenti ritmici e segnata da un finale blues rock. Il terzetto finale si contraddistingue nuovamente per la poliedricità, con il mantra di chitarra di “Born In Blood”, il viaggio in acido di “Mexico” ed il finale nuovamente acustico di “Rockets And Dreams”, la quale con una introduzione di campane e campanellini porta verso una traccia dal sapore spirituale ed indiano che si chiude con una lunga coda di tappeti, rumori e campionamenti, quasi a voler segnare lo scibile musicale presente all’interno di Steve Austin e dei Today Is The Day.
“No Good To Anyone” è un grande ritorno, a base di suoni ora ipercompressi ed opprimenti, ora taglienti e lancinanti, ora acustici e leggiadri fatta da chi ha assaggiato ciò che di sporco e malato c’è dentro e fuori ognuno di noi.

TRACKLIST

  1. No Good To Anyone
  2. Attacked By An Angel
  3. Son Of Man
  4. Burn In Hell
  5. You're All Gonna Die
  6. Orland
  7. Cocobolo
  8. Agate
  9. Callie
  10. OJ Kush
  11. Mercy
  12. Born In Blood
  13. Mexico
  14. Rockets And Dreams
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