TOMMY VITALY – Hanging Rock

Pubblicato il 01/05/2012 da
voto
8.0
  • Band: TOMMY VITALY
  • Durata: 00:39:50
  • Disponibile dal: 05/05/2012
  • Etichetta:
  • Rock It Up Records

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Leggi il nome proprio di persona al posto del moniker di una band, vedi la copertina con chitarrista lungocrinito in primo piano, equipaggiato di Fender Stratocaster bianca… chitarrista neoclassico? Sì, ma ancora non ci siamo. Sperimentatore elettronico? Solista emozionale ed ispirato? Shredder progressivo? Ma vah, sempre più lontani. Stavolta, e siamo felicissimi di dirlo, queste stupide etichette fanno la fine che da sempre devono fare e verranno usate solo da coloro che vogliono per forza anteporre un genere alla descrizione della musica che stanno ascoltando. Perché, lo diciamo subito, quello che c’è dentro i solchi di “Hanging Rock”, ultima fatica solista del chitarrista tricolore Tommy Vitaly, è puro heavy metal al 100%. Lasciamo perdere le basi elettroniche, le sperimentazioni, lo shredding fine a se stesso. Dimentichiamoci delle fughe strumentali del progressive e dei suoni raffinati degli assoli di estrazione Pink Floyd. Qui ci sono nove CANZONI, nove brani trascinanti, catchy, dotati di un tiro spaventoso, e soprattutto cantati, interpretati per l’occasione da singer di razza quali Michele Luppi (Vision Divine, Killing Touch) o David DeFeis (Virgin Steel). Basta quest’introduzione per aver catturato l’attenzione dei veri defender tra di voi? Se la risposta è no, c’è sul serio qualcosa che non va. Questo “Hanging Rock” è una vera manna per il metallaro classico, quello cresciuto a pane ed Iron Maiden, che se ancora sente qualcosa di ben fatto, che anche ricorda i propri beniamini, non scuote la testa per la scontentezza ma solo per l’headbanging! Capiamoci, l’originalità su “Hanging Rock” non è proprio di casa, ma sarebbe come cercarla in un disco di Axel Rudi Pell o in una nuova uscita degli AC/DC. Qui quello che si trova è quella energia, quei riff, quegli assoli… in una parola, quella musica che ha contribuito negli anni a forgiare i nostri gusti musicali; ed è questa stessa musica quella che sta suscitando tanto entusiasmo in noi che scriviamo. Già dall’opener “Betrayer”, che vede al microfono il bravo screamer Mats Leven, risulta chiaro che l’intento di Tommy Vitaly non è quello di fornirci un disco zeppo di solismi neoclassici. Il metal qui picchia duro e la rassicurante presenza di Rhino (Manowar) alla batteria e di Andrea Torricini (Labyrinth) al basso non fa che confermarcelo. Le due speed song “Run With The Devil” e “Heavy Metal God”, proiettano poi l’album verso l’alto, grazie ad una carica ed un tiro micidiali, coadiuvati da una prestazione al microfono maiuscola di Carsten Shultz, ospite su quei due movimenti. Un capolavoro, insomma? Beh, no, non è qui che volevamo arrivare, ma il messaggio che deve trapelare è che “Hanging Rock” trasuda passione per il metal da ogni suo poro ed è qualcosa a cui noi non restiamo proprio indifferenti. Consigliamo questo disco a tutti quelli che, come noi che scriviamo, adorano le sonorità più classiche e riascoltano milioni di volte gli stessi dischi storici a volume a palla. Se siete così, questo disco fa per voi, decisamente.

TRACKLIST

  1. Betrayer (ft Mats Leven)
  2. Run With The Devil (ft Carsten Shultz)
  3. Hands Of Time (ft Todd LaTorre)
  4. Forever Lost (ft David DeFeis)
  5. Idol (ft Michele Luppi)
  6. Misanthropy
  7. Heavy Metal God (ft Carsten Shultz)
  8. Hanging Rock
  9. Icewarrior (ft Zachary Stevens)
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