6.5
- Band: TOMMY VITALY
- Durata: 00:54:17
- Disponibile dal: 10/03/2017
- Etichetta:
- SG Records
- Distributore: Andromeda
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Tommy Vitaly ritorna con il suo terzo full-length, intitolato “Indivisible”, proponendo una formula tutto sommato abbastanza simile a quella dei primi due album, ovvero un disco dove le sue chitarre sono protagoniste, ma che si concentra su delle tracce ben strutturate nella classica forma-canzone, piuttosto che puntare sul tipico shredding. Inoltre, anche stavolta viene fissata una sezione ritmica stabile, composta dall’ex Vision Divine Andrea Torricini (come sempre) al basso, mentre alla batteria Alessandro Bissa (ex Vision Divine e Labyrinth) prende il posto occupato in passato da Rhino dietro le pelli. Ai microfoni, l’unico confermato rispetto al precedente disco è Carsten Schulz (Evidence One, ex Domain), che canta in un paio di brani, ma per il resto della tracklist si assiste ancora una volta ad un’autentica parata di stelle, con nomi quali Roberto Tiranti, Fabio Lione, Henrik Brockmann (ex Royal Hunt e Evil Masquerade), Jan Manenti (The unity, ex Love.Might.Kill) e Apollo Papathanasio (Spiritual Beggars, ex Evil Masquerade, Firewind, Time Requiem), giusto per citarne alcuni. Insomma, facile immaginare cosa attendersi da questo nuovo disco di Tommy Vitaly, che propone dieci canzoni dove spazia tra heavy, power e metal neoclassico: un repertorio di sonorità molto classiche, con un songwriting tutto sommato nella media e che non brilla per originalità, ma che senza dubbio trasuda grande passione. Sicuramente i cantanti coinvolti danno un contributo importante con la loro performance e la loro personalità: tra gli episodi più convincenti, potremmo citare “Macabradanza”, un brano caratterizzato da una bella sezione ritmica e nel quale si assiste ad un bel duetto tra Roberto Tiranti e Chiara Manese (Skylark). Molto bravo anche Jan Manenti in “Coraline”, senz’altro uno dei pezzi meno scontati. Tra le strumentali, appare piuttosto scolastica e fine a se stessa “Duel”, traccia nella quale Vitaly letteralmente ‘duella’, come suggerisce il titolo stesso, con le tastiere del bravissimo Gabriels; “La Bestia”, invece, appare come una sorta di divagazione sul tema di “Shine On You Crazy Diamonds” dei Pink Floyd. Citiamo, ancora, “Joan Of Arc”, un brano che, dopo un inizio delicato, diventa un’autentica cavalcata maideniana, mentre Brockmann sfoggia una calda performance in “Forever Lost”, una classica ballata con la chitarra acustica. Diciamo che con “Indivisible” Vitaly mantiene un po’ i pregi e i difetti che si erano potuti riscontrare nelle sue precedenti produzioni, non discostandosi più di tanto da una formula che evidentemente lo soddisfa appieno. Per il resto, come evidenziato, accanto ad alcuni brani ben riusciti, ce ne sono altri magari un po’ meno ispirati. Ad essere sinceri, ci saremmo aspettati con questo disco un significativo salto di qualità e una definitiva consacrazione per questo talentuoso chitarrista: ad ogni modo, siamo convinti che, chi ha seguito ed apprezzato Tommy Vitaly in questi anni, non rimarrà di certo deluso neppure da “Indivisible”.
