7.0
- Band: TONY TEARS
- Durata: 01:00:30
- Disponibile dal: 13/12/2024
- Etichetta:
- I Voidhanger Records
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Coi Tony Tears si entra in una dimensione parallela, a tratti onirica, e sicuramente tutta personale. La band è una creatura di Tony Tears (al secolo Antonio Polidori), mente, chitarre e tastiere, attiva dall’ormai lontanissimo 1988: Polidori in quegli anni ha fatto parte anche degli Zess, formazione culto che vedeva tra gli altri Mercy (Ianva, Malombra, già Il Segno Del Comando) alla voce, e autrice di una sola testimonianza su microsolco, l’ottimo “Et In Arcadia Ego”.
Siamo quindi a Genova, una delle fucine più prolifiche quando si parla di dark sound, e infatti lo stesso Polidori a fine anni ‘90 prenderà brevemente parte agli Abysmal Grief, altro nome ormai consolidato del metal italiano più sulfureo e cimiteriale, con i quali Tony Tears è rimasto artisticamente in contatto (tanto che il mastermind Regen Graves ha preso parte alle registrazioni di “Demons Crawl At Your Side”, e non solo).
E in questo “La Società Degli Eterni” troviamo un’altra personalità storica del genere, ovvero Sandra Silver, storica voce femminile di Paul Chain, a cui fa da controparte David Krieg (aka Davide Ciccarelli), che milita nei Tony Tears dal 2015. Proprio la stabilità della line-up è stata nel tempo un problema per il gruppo, che però sembra aver trovato negli ultimi anni un proprio nucleo permanente.
Musicalmente, per chi conosce un pochino i lavori del gruppo, non ci sono sorprese: heavy metal venato di hard rock, doom, progressive e dark, tutti ingredienti le cui percentuali variano leggermente a seconda delle tracce e che nell’insieme compongono un affresco sonoro pienamente riconducibile al già citato ‘dark sound italiano’ (discorso diverso per i lavori del Tony Tears solista – più sperimentali – che però, essendo usciti sotto lo stesso moniker, non è facile separare dalla discografia della band).
Tra i momenti migliori segnaliamo “Lost Souls In The Pit Of Corruption” – che ha un buon tiro e dimostra da subito le capacità di Tears come chitarrista – la seguente “Angemon”, dai toni più evocativi, dove le voci di Sandra e David si intrecciano piacevolmente, e ancora le dure “Liturgy Of The Smell” e “Rage Of Unsaid Words”, quest’ultima sorretta da un bel riff in stile NWOBHM e linee vocali che ricordano molto quelle di Steve Sylvester. Convince anche la strumentale “La Strana Casa”, strumentale sinistra e nervosa che non sfigurerebbe affatto come colonna sonora di un vecchio film horror italiano: l’influenza dei Goblin è evidente, ma Tears ci mette tanto del suo, sfoderando un pezzo nel quale sezione ritmica incalzante e tastiere inquietanti si fondono in modo perfetto.
Ci sono però anche pezzi non perfettamente riusciti, come “Old Soul”, la cover tratta dalla colonna sonora de “Il Fantasma Dell’Opera” di Brian De Palma, o riusciti a tratti – parliamo di “Serpents Of The Great Change” e, paradossalmente, della title-track – nei quali la fusione tra momenti più duri e partiture progressive dark non riesce totalmente e si perde un po’ di mordente, anche a causa della lunghezza delle composizioni.
Nonostante qualche criticità e alcune soluzioni un po’ naif, “La Società Degli Eterni” resta, nel complesso, una buona prova – ombrosa e straniante – consigliata ai vecchi fan e a chi voglia indagare l’underground autenticamente ‘vecchia scuola’, figlio e fratello di The Black, Black Hole, Malombra e Coven, lontanissimo da qualsivoglia logica di mercato o trend del momento.
