7.0
- Band: TORMENTOR TYRANT
- Durata: 00:17:04
- Disponibile dal: 28/01/2022
- Etichetta:
- Everlasting Spew Records
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I Deicide sono un vostro oggetto di culto e avete trascorso gli ultimi anni cercando di dimenticare lo scialbissimo “Overtures of Blasphemy”? Allora la recente scoperta di casa Everlasting Spew potrebbe facilitarvi nel processo, offrendovi un disco che sembra essere stato concepito con l’esatta intenzione di onorare quanto di straordinario fatto dalla band di Tampa nei suoi primi anni di carriera. Un’operazione-tributo che – per certi versi – può ricordare quella messa in piedi dai più quotati Gruesome nei confronti dei Death, e che proprio come quest’ultima riesce a farsi apprezzare per il suo genuino mix di ardore sanguigno e mestiere nell’interpretare uno stile reso mitico da altri.
Protagonisti di questa scorribanda mefistofelica sono alcuni ex e attuali membri di realtà già consolidate dell’underground finnico come Corpsessed, Solothus e Tyranny, i quali, forse motivati dall’incertezza della pandemia e dalla voglia di cimentarsi in qualcosa di puramente catartico e liberatorio, hanno messo qui a frutto la loro esperienza per architettare un suono che fosse sì barbaro e spiccio, ma di certo non lasciato al caso, sulla scia appunto di quello contenuto in un “Deicide”, in un “Once Upon the Cross” o in altri classici del death metal novantiano basati innanzitutto sulla potenza dei riff, da “To the Gory End” a “The Ten Commandments”.
Come detto, è comunque la formazione di Glen Benton il primo vero punto di riferimento dei Tormentor Tyrant, che in episodi come “Eternal Torment”, “Primal Evil” o “All-Seeing Evil” riescono nella non facile impresa di confrontarsi a viso aperto con lo stile chitarristico dei fratelli Hoffman (sfiorando talvolta il plagio) senza uscirne con le ossa rotte o scadendo nel ridicolo. Giocoforza, anche lo stile vocale si adatta alla situazione e alle esigenze del concept, in un assalto ben orchestrato di growling e screaming vocals che porta a compimento un EP derivativo quanto si vuole, ma efficace e divertente dall’inizio alla fine, potenziale trampolino di lancio per una carriera solida quanto quella delle band madri. Con la speranza che non resti un exploit isolato, ne consigliamo l’ascolto a tutti i death metaller legati alla vecchia scuola là fuori.
