7.0
- Band: TORTURE KILLER
- Durata: 00:29:09
- Disponibile dal: 23/03/2009
- Etichetta:
- Dynamic Arts Records
- Distributore: Masterpiece
Dopo qualche anno di meditazione, spesi soprattutto a valutare se valeva la pena continuare a collaborare con un Chris Barnes “part time” o meno, tornano i finlandesi Torture Killer che, con “Sewers”, scrivono un disco sì citazionista e mai originale – in fondo, il gruppo continua a palesare di essere nato anni fa come cover band dei Six Feet Under – ma allo stesso tempo frizzante e coinvolgente. Come il precedente “Swarm!”, l’album include una miscela ottimamente calibrata di groovy death metal dai toni accesi e up-tempo selvaggi che ricordano le migliori cose dei suddetti Six Feet Under e degli Obituary pre-declino. Anzi, per quanto riguarda i Six Feet Under, torniamo a ribadire che le composizioni dei Torture Killer siano decisamente superiori a praticamente qualsiasi cosa partorita dal gruppo statunitense dopo il debut “Haunted”, quindi, a ben vedere, forse dovrebbero essere Barnes e soci a dover guardare in Finlandia, e non viceversa. Comunque, forti dell’innesto in lineup del nuovo capace growler Juri Sallinen, i nostri dimostrano ancora una volta di essere una formazione assolutamente esperta, che nel suo sotto-genere a oggi è probabilmente la migliore sulla piazza. Pochi giri di parole e tanta sostanza per il quintetto, che nell’arco di mezzora ci offre otto brani solidissimi, costruiti su riff ispirati e ottime dinamiche. Da non sottovalutare inoltre i notevoli spunti melodici inseriti in un paio di tracce: la fantastica “I Bathe In Their Blood”, ad esempio, parte come la solita carneficina, ma si concede un finale in odore di doom (primi Katatonia?) a dir poco mozzafiato. Il discorso è perciò il solito: chi a queste sonorità non resiste e se ne frega del fatto che ogni minuto del disco rimandi più o meno a qualcos’altro troverà sicuro godimento durante l’ascolto dei riff presenti in “Sewers”. Altro che “Commandment” o “Xecutioner’s Return”… questo piccolo grande gruppo chiamato Torture Killer trova sempre il modo migliore per ricordarci della sua esistenza.
