7.5
- Band: TOTAL RECALL
- Durata: 00:19:23
- Disponibile dal: 21/04/2023
- Etichetta:
- Empty Shell Records
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“Wooden Scars” ha imposto i Total Recall con la forza nella scena milanese, ma, grazie all’esperienza della band e alla bontà del debutto, la formazione si è fatta successivamente largo su molti palchi, sconfinando assieme ai Depravity per un minitour che ha toccato Francia, Germania e Regno Unito.
Un paio d’anni dopo, li vediamo ricongiungersi al produttore Stefano Santi (Cripple Bastards, Forgotten Tomb) per un EP pubblicato sui servizi streaming nell’arco di sei mesi, che trova compimento nel novembre 2023 (la versione fisica è invece stata pubblicata ad aprile).
“The Void” appesantisce ulteriormente una proposta già spietata, fatta di accordature abissali, tempi rallentati e urla annerite, come esemplifica una “No Light” che si muove nell’estremismo sonoro approfittando dell’ospite Diego DD Cavallotti (Lacuna Coil, Inferno) per qualche lamento chitarristico aggiuntivo. L’attitudine è di fronte a tutto, sfiorando le coordinate deathcore di The Acacia Strain e Bodysnatcher, ma con il senso d’urgenza dell’hardcore più heavy di Jesus Piece, Judiciary o Year Of The Knife: così l’imponente “The Deepests Sea” atterra e calpesta l’ascoltatore, “Memories Are Gone” lo getta nel mosh grazie a svariati cambi di tempo e “From The Darkest Sky” infierisce grazie ad un lavoro chitarristico efferato.
Quando il gruppo abbandona il dono della sintesi lo fa per mettere in mostra tutte le sue migliori caratteristiche, messe letteralmente in fila nella conclusiva “The Void”. Sarà anche l’ottimo master dell’ex Cancer Bats Scott Middleton, ma è evidente come i Total Recall, chiaramente una band di appassionati che mangia, beve, respira e caga questa musica, siano ai livelli di molte blasonate formazioni straniere. “The Void”, come progetto DYI a trecentosessanta gradi – comprendente quindi merch, artwork, produzione e capacità live – ne è l’attuale e concreta prova.
