7.0
- Band: TOXIC YOUTH
- Durata: 00:32:53
- Disponibile dal: 11/07/2025
- Etichetta:
- Time To Kill Records
Non capita tutti i giorni di ascoltare un brano dedicato alla propria etichetta discografica. Ad elargire tale omaggio ci pensano oggi i Toxic Youth, i quali, senza troppi giri di parole, alzano il sipario del nuovo “Still Hungry” con la lapalissiana “Time To Kill”, chiamando di fatto in causa l’omonima label con cui la band meneghina è entrata ufficialmente in contatto lo scorso aprile.
Chiari, espliciti, irriverenti: la combriccola crossover milanese arriva al terzo capitolo di una carriera ultra trentennale, a tratti tribolata (vedasi lo scioglimento datato 2007), ma sempre condita da una ben definita rabbia primordiale, segno distintivo del combo guidato dal chitarrista Cristiano ‘Cri’ Perinelli.
Energia da vendere e una buone dose di sarcasmo: questi i due elementi su cui si poggia “Still Hungry”, a testimonianza della voglia di andare avanti e pestare i pugni dei Toxic Youth, innescando quella miscela di hardcore/thrash in grado di offrire follia, aggressività ed euforia in un sol colpo. A decantare le quindici arringhe troviamo ancora una volta Alessandro ‘Ale’ Di Lallo, il quale, con brani come “Just For Fun (Better Play Loud)” e “Join Da Resistance”, ci fa entrare in un frullatore di emozioni, in cui la sofferenza si scontra con l’introspezione, con lo studio del proprio passato, cercando comunque una visione positiva del futuro.
I Toxic Youth non le mandano a dire (anche simpaticamente e in maniera un po’ scolastica) nella fulminea e punkeggiante “Sai Cosa c’è (V.F.F.)”, con Lino Banfi ospite speciale proprio sul finale. Ed a proposito di special guest, è Manuel Merigo degli IN.SI.DIA a rendersi protagonista con la sua sei corde nel brano più thrash dell’intero disco, ovvero “The First”.
Per il resto, “Still Hungry” è una staffilata di spallate sonore, seguendo l’attitudine marchiata ‘fratellanza-divertimento’ del gruppo milanese: da qui un pezzo come “Da Crew (Dirty Hands)”, dedicato a tutti coloro che rendono possibile la realizzazione di uno show; dai vari tecnici audio-luci agli stage-manager.
Tornando invece agli omaggi di inizio recensione, “Still Hungry” chiude i battenti proprio con un riconoscimento al capoluogo lombardo: “Casciavit” (soprannome storico dei tifosi rossoneri) è una rivisitazione del brano, cantato in rigoroso dialetto milanese, di “Ma mi”, appartenente al repertorio delle canzoni della mala, scritta sul finire degli anni ’50 dal regista Giorgio Strehler e portata poi al successo grazie ad Ornella Vanoni. Un pizzico di malinconia in un turbinio di groove: still hungry, still fighting… join da resistance!
