TOXIK – Breaking Class

Pubblicato il 22/08/2017 da
voto
7.5
  • Band: TOXIK
  • Durata: 00:12:56
  • Disponibile dal: 04/08/2017

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Attenzione thrashers, forse ci siamo, forse è la volta buona. A trent’anni esatti dal loro debutto, dopo il tentativo andato a vuoto del 2014, tornano i Toxik, e lo fanno con un EP che fa ben sperare per quello che sarà il loro terzo full-length previsto per la fine dell’anno in corso. Con “Breaking Class”, infatti, la band di New York, ha rimesso il piede sull’acceleratore depositando tre-brani-tre che ci fanno fare un salto indietro nel tempo, sino al 1987. Riff al fulmicotone, ritmi serrati, tecnica sopraffina: elementi che hanno portato gli stessi Toxik ad essere riconosciuti come uno degli esempi più alti dello speed/technical metal. Un riconoscimento tuttavia, arrivato in leggero ritardo; un gruppo a dir poco sottovalutato che, dopo solo due lavori all’attivo, è caduto nel dimenticatoio, ‘rischiando’ di diventare una sorta di ‘cult-band’, vista appunto la pluriennale assenza dai palchi e, soprattutto, dagli studi di registrazione. Ed invece rieccoli, o meglio rieccolo. Lui, Josh Christian, chitarrista e fondatore del combo a stelle e strisce, che, dopo aver ‘fallito’ tre anni fa la reunion con il primo singer Mike Sanders, la voce di “World Circus”, ci ritenta oggi con l’altro vocalist; quel Charlie Sabin protagonista della successiva, nonché ultima fatica, “Think This”del 1989. E come lo fa? Creando un connubio tra il thrash tecnico e furioso del debut album e l’anima più prog e sperimentale del secondo, andando così a premiare la maggior musicalità dell’ugola di Sabin. Ma veniamo a noi. Il percorso tracciato in apertura di EP è in realtà leggermente diverso dalle sonorità a cui il quartetto americano ci aveva abituato: in “Stand Up”, infatti, una certa dose di modernità prende il sopravvento, avvicinandosi a risonanze quasi alternative o addirittura sfioranti il ‘rap metal’, non disdegnando comunque stacchi più vorticosi e tecnici, a tutti gli effetti ormai, marchio di fabbrica del quartetto americano. Vecchio e nuovo che si fondono nel rabbioso refrain ‘Stand Up’. E’ invece un’autentica scarica quella trasmessa dalla titletrack: un inseguimento perdifiato di riff in cui la voce di Sabin fa il diavolo a quattro, mantenendo tonalità di un certo livello se si considera anche il ritmo imposto dalla nuova sezione ritmica guidata da Shane Boulos (basso) e James De Maria (batteria). Il tutto si snoda sui passaggi saliscendi architettati da Christian il quale sembra aver aperto una sfida all’ultima nota con il proprio strumento, per capire chi tra due alzerà bandiera bianca. E che “Breaking Class” strizzi l’occhio al passato, lo si può notare anche da un breve intermezzo posto nella parte iniziale del brano, quando una decadente ‘Marcia dei gladiatori’ (la marcetta del circo, ndr) rimanda proprio al primissimo “World Circus”, quasi che i Nostri vogliano lanciare un avviso importante ai loro fan: ‘Hey ragazzi, vi ricordate di noi? Siamo i Toxik, e siamo di nuovo qui’. “Psyop”, infine, abbraccia invece la ‘seconda’ parte della carriera della band newyorkese: la furia lascia il posto ad una base più monolitica e meno schizofrenica, inserendo, come accennato qualche riga fa, passaggi più inclini al progressive thrash, favorendo così la fantasia sperimentale dello stesso Christian. Ora, trattandosi di un EP, fare proclami immediati sul futuro del prossimo bootleg è impresa ardua, ma se il prodotto suonerà come “Breaking Class”, allora possiamo definitivamente dare il ‘bentornati’ ai Toxik, in attesa di vederli dal vivo in Italia il prossimo settembre.

TRACKLIST

  1. Stand Up
  2. Breaking Class
  3. Psyop
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