TOXIKULL – Turbulence

Pubblicato il 28/04/2026 da
voto
7.5
  • Band: TOXIKULL
  • Durata: 00:38:54
  • Disponibile dal: 24/04/2026
  • Etichetta:
  • Dying Victims Productions

Dieci anni di carriera, quattro uscite ufficiali, e un indice di qualità costantemente al rialzo: questo è il biglietto da visita dei Toxikull, formazione portoghese che esce ora con, appunto, il quarto full-length della propria storia, chiamato “Turbulence”.
Il nome, lo diciamo subito, è azzeccatissimo poiché l’ascolto di questo album può provocare alcune turbolenze, specie nei confronti di chi non è avvezzo a certe gloriose sonorità. Noi, che invece ne siamo addirittura assuefatti, possiamo parlare della presente uscita nel migliore dei modi possibili: il quartetto originario di Cascais tira fuori qui la miglior prestazione della carriera, proponendoci un concentrato di sonorità anni Ottanta che attinge sia dal versante classic metal, sia da quello hard/sleaze che da quello epic: gli amanti di
Judas Priest, WASP, Accept, e Manowar su tutti, troveranno nei Toxikull e soprattutto in “Turbulence” morbido pane per le proprie fauci. 

Prodotto da Jamie Gomez Arellano, già al lavoro con grandi nomi come Ghost, Opeth e Behemoth, e edito attraverso la Dying Victims, “Turbulence” presenta una tracklist killer, nel senso vero e proprio del termine: i Nostri non intendono fare prigionieri già dall’attacco di “Midnight Fire”, la quale possiede un refrain difficile da scordare e un sapiente intreccio tra modalità clean e distorta nelle sei corde della coppia Lex Thunder-Michael Blade (tutti nomi d’arte, naturalmente).
La voce di Lex risente molto dell’influenza di Udo e Halford, ed è l’ugola perfetta per le composizioni presentate e per come si interseca con i cori nei vari ritornelli. Anche la title-track funziona, seppur sulla falsariga dell’opener, e nella sezione centrale abbiamo ottimi fraseggi chitarristici.
Con la terza “Dragon Magic” cambiamo leggermente rotta ed entriamo in orbita Savatage e Queensryche ma, anche qui, le critiche stanno a zero: è evidente che i Toxikull maneggino la materia con la semplicità e la sicurezza dei veterani, e non ci risulta che nessuno abbia mai chiesto variazioni sul tema in casi simili per certificare la riuscita del prodotto.
Per farla breve, non si riscontrano veri e propri brani filler nell’elenco, forse giusto la conclusiva “Flames Of Glory” risente di un calo a livello di ispirazione fisiologico, e con l’accoppiata “Strike Again” – “Blessed By The Night” riecheggia alla grande l’alone di Eric Adams al microfono e il sound tuonante dei Manowar.
 

“Turbulence” è davvero una ventata di aria fresca all’interno di un sottogenere in cui gli epigoni senza mordente si sprecano; i Toxikull, che sempre epigoni rimangono, di grinta e di capacità di scrittura invece ne hanno da vendere, e nel 2026 giungono forse alla loro maturazione artistica.
Se riuscissero addirittura a bissare, in futuro, un lavoro simile, si potrebbe iniziare davvero a parlare dei portoghesi come qualcosa di succulento; per il momento non ci montiamo esageratamente la testa, ci limitiamo a godere di un ottimo platter che, negli stereo degli appassionati, siamo sicuri durerà ancora a lungo, e probabilmente guadagnerà anche qualche posticino nelle preferenze di nuovi fan.

 

TRACKLIST

  1. Midnight Fire
  2. Turbulence
  3. Dragon Magic
  4. Blessed by the Night
  5. Dying Star
  6. Strike Again
  7. Hard to Break
  8. Burning Spark
  9. King of the Hammer
  10. Flames of Glory
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