7.5
- Band: TRAGODIA
- Durata: 00:46:56
- Disponibile dal: 01/11/2013
- Etichetta:
- Kolony Records
- Distributore: Masterpiece
“Mythmaker”, terza fatica dei bresciani Tragodia, rappresenta una piacevole sorpresa novembrina. Perfettamente in mood con il clima di questo periodo, ci troviamo ad ascoltare un disco malinconico, dalle atmosfere piovose e sofferte, costruite sulla base di gothic metal con alcuni innesti prog e symphonic, ma che riesce – quando serve – a picchiare duro, come nell’opener “A Cry Among The Stars”. La band ha dalla sua una tecnica non indifferente e buone capacità arrangiative e di songwriting, ma – cosa più importante – cerca di rendere dinamico l’incedere del disco, come all’arrivo di “Wisdom In The Meadows Of Sorrow” che, dopo due pezzi tradizionalmente goth, unisce a questo elemento una melodia orecchiabile e tirata, unita ad un tiro che ricorda i primi Therion. Forse, in alcuni passaggi, i Tragodia cedono un po’ troppo agli schemi del genere o cercano soluzioni un po’ troppo scontate e commerciali. In effetti, la parte centrale del disco è quella meno riuscita, nonostante alcune buone orchestrazioni, in cui si ha l’impressione che la band abbia allungato un po’ il brodo, con dei pezzi che hanno tutto il sapore dei filler. Si ritorna su uno standard elevato con “Born Under Niobe”, il cui cantato iniziale ricorda ancora una volta il Christofer Johnsson di “Lepaca Kliffoth” o “Theli”, così come la successiva title-track che ha un inizio quasi thrash con un mid-tempo cadenzato e pesante; è qua che la voce risulta un po’ fuori contesto. Ecco, volendo trovare un difetto a questo disco, ci verrebbe da dire che il timbro vocale è molto adatto al gothic, ma quando la band si allontana dai lidi di questo genere, le linee di voce appaiono un po’ fuori contesto. Proprio alcuni passaggi di “Mythmaker” chiamano fortemente un growl o, comunque, un approccio vocale più aggressivo. Nel complesso, però, questo terzo full dei Tragodia è un lavoro ben sopra la media e, sopratutto, originale; non è un disco da headbanging, ma un lavoro raffinato e d’atmosfera che, come le giornate di pioggia, trasmette il suo fascino lentamente e solo a chi lo sa capire. Buona personalità unita ad uno stile, a suo modo, affascinante. Manca forse un po’ di cattiveria, ma la proposta musicale è di tutto rispetto ed i numeri per potersi proporre ad un livello discograficamente più importante ci sono tutti.
