7.5
- Band: TRAIL OF TEARS
- Durata: 00:42:49
- Disponibile dal: 28/05/2009
- Etichetta:
- Napalm Records
- Distributore: Audioglobe
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La musica dei Trail Of Tears non ci avvolge con pompose orchestrazioni e voci femminili a oltranza. Al contrario, investe l’ascoltatore con un riffing bello spesso e ritmiche incisive. È una scelta non troppo comune nell’attuale mondo gothic metal quella dell’aggressività. Ed è senz’altro per questo che i Trail Of Tears non hanno mai goduto dello stesso successo di realtà come i Within Temptation… troppo “cattivi” i loro pezzi per poter destare l’interesse delle grandi masse e ancora troppo saldi i legami con la loro scena estrema locale per poter sperare in un improvviso boom mediatico. La band norvegese a tutto ciò di certo non bada, anzi, pare decisamente fiera di essere andata per la propria strada per tutto questo tempo, tanto che su “Bloodstained Endurance” la base metal dei nostri è stata messa in evidenza più che mai, con tanto di canzoni che in certi passaggi si assestano su vere e proprie coordinate melodic death metal. A volte sembra di riascoltare i grandiosi Tristania dei primi due album… per intenderci, quelli che combinavano il gothic “aristocratico” dei vecchi Theatre Of Tragedy con elementi di metal estremo. Il paragone, del resto, è piuttosto scontato, dato che entrambe le band sono norvegesi e che i Trail Of Tears sono da tempo divenuti l’alternativa “seria”/metal a certe formazioni che negli ultimi anni hanno guardato con sempre più insistenza alla classifica. Nemmeno gli ormai noti problemi di lineup hanno fermato Ronny Thorsen: per il sesto full-length della sua creatura, il frontman si è circondato di nuovi esperti musicisti e ha potuto contare sul ritorno della cantante Cathrine Paulsen. A dire il vero, la performance di quest’ultima a tratti risulta un pochino stucchevole, ma in questo specifico caso sono i gusti personali a dettar legge. In ogni caso, non si tratta di una questione altamente rilevante, visto che, a parte un paio di brani, la Paulsen convince e perchè, tutto sommato, al centro della musica dei nostri ci sono sempre gli strumenti, le (sobrie) basi orchestrali/tastieristiche e il growling di Thorsen. Provate ad ascoltare ottime canzoni come “Once Kissed By The Serpent”, “In The Valley Of Ashes” o “Dead End Gaze” per farvi un’idea. È finalmente uscito un nuovo gothic metal album degno di tal nome? Sembra proprio di sì…
