TREEHORN – Hearth

Pubblicato il 26/10/2011 da
voto
7.0
  • Band: TREEHORN
  • Durata: 00:40:43
  • Disponibile dal: 01/04/2011
  • Etichetta: Escape From Today Records
  • Distributore:

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Vengono da Cuneo, i Treehorn, e sono un terzetto che ci regala un debutto discografico davvero notevole. La loro proposta musicale è un caldissimo e introspettivo stoner che ha il pregio di rapire l’ascoltatore e di trasportarlo indietro nel tempo di svariati anni. Anni in cui un gruppo come i Kyuss annichiliva gli ascoltatori con cavalcanti riff alla Black Sabbath e li sballottolava a destra e a manca. Ecco quindi come i Treehorn, riescono a fare oggi, nel 2011, quello che molte band riuscivano a fare svariati anni fa, senza risultare ripetitivi, ridicoli o peggio ancora, sorpassati. Già, perché la buona musica non va mai in pensione, e se oggi viene concepito un disco che sembra essere stato concepito almeno 15 anni fa, che problema c’è? Specialmente se parliamo di una manciata di canzoni di buonissima fattura che vi prendono il capoccione e ve lo fanno sbatacchiare ad occhi chiusi completamente in balia di vorticosi riff e di ritmiche essenziali, quadrate e ficcanti. In un pastone sonoro di stoner, sludge e anche qualche accenno a certo grunge, in un gorgo di sonorità pregno di quanto di buono fatto da Alice In Chains, Soundgarden, Kyuss e Crowbar, i Treehorn hanno dato vita ad un album che a tratti ci ha addirittura entusiasmato, specie per la fervente passione che trasuda dalle canzoni che scorrono via piacevolmente tra episodi più articolati e dallo spirito un po’ più “doom” (“Senescence”), ad altri più rockeggianti, ma sempre mantenendo una certa decadenza di fondo. Sebbene i Treehorn in definitiva non inventino nulla di nuovo, agli amanti del genere consigliamo di non passare oltre a questa release con indifferenza, sarebbe un vero peccato. Questi ragazzi hanno imparato la lezione molto, molto bene, ci hanno fatto fare un salto indietro nel tempo e ci hanno fatto venire voglia di riprendere fuori certi album impolverati dallo scaffale. Li terremo d’occhio al prossimo lavoro, quando ci si augura che ci facciano venire in mente molto più semplicemente i Treehorn.

TRACKLIST

  1. Stockholm
  2. Taurus, not bull
  3. Wakin' life
  4. Senescence
  5. Aluminium
  6. Freeway to the sun
  7. Apostolic
  8. Black mirror
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