7.5
- Band: TRELLDOM
- Durata: 00:39:55
- Disponibile dal: 29/05/2026
- Etichetta:
- Prophecy Productions
Anche stavolta ci abbiamo messo un po’ a dare la chiave di lettura giusta a “…By The Word…” dei Trelldom: per chi si fosse perso il passaggio, nel 2024 – dopo diciassette anni di silenzio – Gaahl (al secolo Kristian Eivind Espedal) ha deciso di riattivare il suo progetto personale ma, attenzione, in modo musicalmente molto differente. Se prima si era parlato di black metal, i ‘nuovi’ Trelldom si stanno muovendo in territori avantgarde e possiamo dirlo ormai apertamente, di sicuro non territori avantgarde-black metal.
Qui di black ormai non è rimasto più nulla, forse anche meno del precedente “…by The Shadow…”: se prendiamo questa come chiave di lettura di “…By The Word…”, seguendo le note di stampa che lo definiscono semplicemente “avantgarde metal”, allora tutto diventa più semplice. Certo, si sentono un po’ di Enslaved e un po’ di Dodheimsgard, ma fondamentalmente rimaniamo davanti ad un disco più vicino al metal progressivo, ampiamente strumentale, con influenze art-rock, noise-rock, dark e post-punk.
Tolto il fardello della provenienza del nostro, “…By The Word…” è più coeso del precedente e spinge moltissimo su atmosfere scure ma non nerissime, dissonanti ma altrettanto lineari nella progettazione complessiva.
Se pensiamo a creature estremamente energetiche come Solefald, Virus o Ved Buens Ende, i Trelldom mantengono un passo più regolare, più atmosferico e più oscuro. “This Moment The Life Of A Memory”, la title-track e “Folding The Mind” – ovvero la parte centrale dell’album – sono le più riuscite e, se si chiudono gli occhi facendo finta di non sapere di che musicisti stiamo parlando, ci rendiamo conto di essere davanti ad un post-metal/post-punk guidato dal sax e da una voce narrante baritonale non così distante da Fernando Ribeiro dei Moonspell, per fare un paragone forse un po’ semplicistico ma calzante.
Un paio di aspetti notevoli che emergono dai ripetuti ascolti è l’attenzione agli arrangiamenti: in particolare abbiamo molto gradito le parti di batteria, gestite da Kenneth Kapstad, già con Thorns, Motorpsycho, Spidergawd e Møster!.
Infine, stuzzicante anche stavolta la copertina, giustamente surreale e incomprensibile come la precedente.
In sostanza, “…By The Word…” si presenta come quaranta minuti scarsi di avantgarde metal con qualche lontanissima influenza black metal (forse solo i primi minuti di “This Moment…” echeggiano dei suoni norvegesi, ma è davvero un attimo), ma allo stesso tempo i Trelldom ci mettono davanti ad un disco magari non così innovativo e straordinario ma allo stesso tempo più che piacevole; sicuramente è molto meno ‘nervoso’, ricercato e complesso del movimento avantgarde norvegese che abbiamo imparato a conoscere nel tempo, e questo potrebbe essere un punto di forza.
Nonostante sia un percorso artistico sincero e realmente di ricerca, non ci sentiamo nemmeno stavolta di definire i nuovi Trelldom un prodotto immancabile visto che – per quel che ci riguarda – la ricerca musicale migliore rimane nei suoi Gaahl’s Wyrd, dove finora la libertà artistica del nostro è coincisa con i risultati più particolari mantenendo comunque un’oscurità di fondo realmente densa. In ogni caso, se cercate musica oscura ma non banale, anche questo nuovo corso più lontano dal black metal potrebbe fare per voi.
