7.5
- Band: TRIGGER THE BLOODSHED
- Durata: 00:36:54
- Disponibile dal: 31/03/2008
- Etichetta:
- Rising Records
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Sono giovanissimi (pare che il batterista abbia 15 anni!) e sono inglesi… ma non paragonateli in alcun modo ai Bring Me The Horizon o a realtà simili! Essendo nato solo pochi anni fa e suonando con act di qualunque tipo sin dalla sua fondazione, il gruppo può certamente vantare anche un buon seguito fra la cosiddetta MySpace generation, ma definirlo una formazione death-core alla moda sarebbe sin troppo fuorviante. Con i Trigger The Bloodshed abbiamo infatti a che fare con una band di death-grind tecnico e realmente estremo, quasi del tutto giocato su velocità elevatissime. Volendo tirare in ballo nomi noti, in modo da inquadrare il più possibile la proposta del quartetto, potremmo menzionare gli Origin per la tecnica, i The Berzerker per le ritmiche iper veloci e i Beneath The Massacre per i break improvvisi con cui sono infarciti alcuni degli episodi di questo “Purgation”. Si vede che la band non è ancora espertissima perchè alcuni dei pezzi si assomigliano davvero troppo fra loro, ma, nel suo insieme, “Purgation” è una fucilata che non lascia indifferenti. Sarà forse per la furia omicida con cui vengono eseguite le tracce – peraltro tutte legate fra loro, quasi come se si trattasse di un’unica, folle corsa verso l’autodistruzione – per la produzione gelida e spietata, oppure, più semplicemente, per la notevole qualità di parecchi dei riff e delle idee messe in mostra… resta il fatto che “Purgation”, pur peccando un po’, alla lunga, di ripetitività, impressiona favorevolmente! Del resto, in un sottogenere come quello in questione, solo i veri maestri riescono a gestire e a incanalare la violenza in maniera sempre intelligente e oculata. I Trigger The Bloodshed sono giovani e ancora devono farsi le ossa su questo fronte, tuttavia molte delle intuizioni presentate in questo loro primo full-length fanno già ben sperare per un futuro radioso. Ad esempio, le voci femminili che compaiono in un paio di brani, cortesia di Sarah Jezebel Deva (ex Cradle Of Filth). Non un’idea da tutti. Segnatevi dunque questo nome… e non stupitevi se tra un paio d’anni ritroverete questi ragazzi su Relapse o label simili!
