7.0
- Band: TRIGGER THE BLOODSHED
- Durata: 00:34:07
- Disponibile dal: 06/04/2009
- Etichetta:
- Rising Records
- Distributore: Audioglobe
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Piccoli death metallers crescono. Formatisi solo tre anni fa, i Trigger The Bloodshed si sono fatti segnalare lo scorso anno con il feroce debut album “Purgation” – alfiere di un sound death-grind riconducibile più o meno direttamente a The Berzerker e primi Origin – per poi passare mesi e mesi in tour in Gran Bretagna ed Europa continentale di spalla a band del calibro di Suffocation, Meshuggah, Dying Fetus e Cryptopsy. Ottimi insomma i responsi ottenuti dalla giovanissima formazione inglese negli ultimi dodici mesi, anche se non è mancata ogni tanto qualche critica all’impostazione del suo materiale, sì estremo e violento, ma per alcuni anche ben poco vario e definito. Questo nuovo “The Great Depression”, che arriva nei negozi a un anno esatto di distanza da “Purgation”, si propone però di offrire qualcosa di diverso. Ascoltandolo, si avverte infatti uno spessore sonoro differente, rispetto al già convincente debut: qualche break in più, ritmiche un poco più ragionate, qualche chitarra che guarda a lidi prettamente death metal o addirittura black in chiave Dark Funeral. All’inizio è poco più di un’impressione: l’opener/title track, pur notevole, come impatto non sembra staccarsi troppo dal passato. Poi, in alcune delle tracce successive, ci si imbatte in virate più o meno importanti: “Sanctuary Of The Wretched” alterna efficacemente tecnicismi e accelerazioni disumane, in “The Dead World” si intravedono atmosfere alla Immolation, “The Infliction Of Tophet” spiazza con il suo attacco groovy in midtempo. Meno brillante qualche altro episodio, in cui i ragazzi si limitano a replicare i vecchi trascorsi senza aggiungere granchè, ma, alla fine, l’impressione positiva di un gruppo alla ricerca di una sua strada e della completa maturitá resta. Continuiamo a seguirli.
