TRIPTYKON – Requiem (Live At Roadburn 2019)

Pubblicato il 07/05/2020 da
voto
7.5
  • Band: TRIPTYKON
  • Durata: 00:45:56
  • Disponibile dal: 15/05/2020
  • Etichetta:
  • Century Media Records
  • Distributore: Sony

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12 aprile 2019. Un vero e proprio evento ha luogo in quel di Tilburg. Il pubblico del Roadburn può infatti ascoltare per la prima e unica volta, almeno dal vivo, il progetto di una vita di Tom G. Warrior, ovvero la restituzione completa del suo Requiem. Quanta strada per un musicista stroncato dalla critica nel 1984, trovarsi trentacinque anni dopo a eseguire un concerto accompagnato da un’orchestra, con il rispetto e l’aspettativa alle stelle; ma non si tratta di una svolta improvvisa, visto che tutto nasce nel 1987, quando sul disco “Into The Pandemonium” compare la traccia “Rex Irae (Requiem)”: un brano che, all’interno di un disco avanguardistico e seminale, segna un ulteriore unicum, con cui inizia il live qui registrato. Questo brano non è appunto inedito, così come il terzo; si tratta ovviamente della restituzione di “Winter” da “Monotheist”, non a caso sottotitolata già al tempo “Requiem, Chapter Three: Finale”. In entrambi i casi le versioni orchestrate non subiscono stravolgimenti, ma vengono piuttosto esaltate e rese ancora più maestose e solenni dall’accompagnamento dell’orchestra; una potenza che non soffoca gli strumenti tradizionali, ma ne amplifica l’espressività, con particolare pregio per la sezione di archi. Su “Rex Irae” sono un contrappunto mirabile della chitarra e un sostegno regale alla splendida voce di Safa Heraghi, che abbiamo già potuto ascoltare come ospite in numerosi album di rilievo di altre band (“Triangle” degli Schammasch, oppure al fianco di Devin Townsend); nel caso di “Winter” è invece il violoncello il vero tocco in più, che introduce il brano e serpeggia per tutta la durata donando un afflato sulfureo. Detto di come i brani già noti abbiano mantenuto la loro forza e non siano stati stravolti con un pastiche improbabile, il pezzo forte è ovviamente la pregevolissima sezione centrale, rimasta da sempre incompiuta, ma ben chiara nella testa di Tom G. Warrior da decenni. Parliamo di “Grave Eternal”, ripresa proprio due anni fa anche grazie al supporto ‘a scatola chiusa’ di Walter Hoeijmakers, fondatore e curatore del Roadburn. Così, con l’aiuto di Florian Magnus Maier e del direttore Jukka Isakkila, i Triptykon, e soprattutto il loro mastermind, hanno riattizzato la fiamma di questo ambizioso trittico, con oltre trenta minuti di musica inedita. Questa traccia si connette direttamente con la prima, vivendo di una cadenza doom e trasognata, su cui decollano presto melodie in parte mediorientali e soprattutto tanta psichedelia, nuovamente impreziosite dalla voce di Safa. La lunga parte centrale, più catacombale, ha invece al centro un duetto a fase variabile tra la cantante e Tom stesso, officianti e ieratici come una sorta di Iside e Osiride. L’equilibrio tra batteria (altra vera protagonista del brano), basso e chitarra da una parte e strumenti classici è anche qui mirabile, e rende anche “Grave Eternal” un brano al 100% dei Celtic Frost/Triptykon – a conferma di come questa messa da Requiem fosse un progetto uniforme fin dagli albori. E a conferma del genio di questo schivo svizzero.

TRACKLIST

  1. Rex Irae
  2. Grave Eternal
  3. Winter
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