TRITA – The Good Night

Pubblicato il 31/05/2018 da
voto
7.0
  • Band: TRITA
  • Durata: 00:20:53
  • Disponibile dal: 28/01/2018
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  • Distributore:

Accompagnato da un tenue artwork pastellato a sfondo paesaggistico, un tema che osserviamo essere presente anche nelle passate copertine del combo (l’album d’esordio “The Narcoma” del 2014 e l’omonimo EP “Trita” del 2016), “The Good Night” si presenta a noi come un riuscito compendio di sonorità novantiane, di ambiente alternative-post hardcore. Suoni puliti, strutture asciutte, alternanza pulito/urlato, riportano a un’epoca in cui la furia dell’hardcore iniziava a stemperarsi e a cercare nuovi canali espressivi. La pura rabbia e la frenesia oltraggiosa non bastavano più, c’era necessità di andare oltre e si cominciava a spezzare i ritmi, ad arieggiare l’urticante matassa chitarristica con il supporto di melodie tese e ambigue, donando una rotondità rock a quello che pochi anni prima sarebbe stato uno sfogo impetuoso e sprizzante isteria. La distorsione delle chitarre riporta agli anni degli Snapcase, ma anche dei primi Tool, con il basso che si muove a parte, in un suo spazio ben definito nel mix, richiamando talune velleità riflessive del new metal, quando contaminato dal rock da classifica. Toni distesi vanno a bilanciare puntualmente gli stacchi più urgenti, dove le urla vertono su un dolente cantato screamo; infatti, nell’avvicendarsi delle voci dei tre musicisti possiamo cogliere un velo di malinconia che gli scatti d’ira non riescono a nascondere. Attenti a dare sfumature di immediata gradevolezza alla propria proposta, i Trita costruiscono brani che non derogano a un’usuale forma canzone, consegnandoci un lotto di ritornelli potenzialmente esplosivi, forse soltanto un po’ fuori tempo massimo nell’incrociare gentilezza e grinta, secondo criteri di contrapposizione magari demodé ma nient’affatto inefficaci. Formule battenti, ispessite da un riffing energico e vitale, assecondano l’animo pugnace del trio di Minneapolis, bravo nel diluire l’impatto in sezioni orecchiabili, dolcemente crepuscolari. Quando il registro si amplia ed entrano in campo arie post-rock e sovrapposizioni di voci sognanti, possiamo ammirare un grado di maturità ancora maggiore, come si nota nel prolungato pezzo di chiusura “Bluer Sky”: quiete e martellamento convivono tranquillamente, i saliscendi scorrono mansueti e le chitarre avvampano di un solare dinamismo, diluendosi in panorami rilassati e rilassanti come quelli evocati in copertina. Quattro canzoni accattivanti e armoniche, quelle di “The Good Night”, che potrebbero avere i loro estimatori in chi vagheggia un ritorno a sonorità post-hardcore rockeggianti da diversi anni rinchiuse in un angolino, poco visitato, della scena musicale contemporanea.

TRACKLIST

  1. Intend
  2. To Sisyphus
  3. Saltless Sea
  4. Bluer Sky
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