TRUCKFIGHTERS – Universe

Pubblicato il 11/03/2014 da
voto
7.5
  • Band: TRUCKFIGHTERS
  • Durata: 44:22
  • Disponibile dal: 27/01/2014
  • Etichetta:
  • Fuzzorama Records

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Il 2013 è stato un anno importante per i Truckfighters: dopo essersi fatti le ossa nelle terre natie hanno iniziato a farsi conoscere anche nel resto dell’Europa, partecipando al carrozzone al seguito dei Kvelertak nelle loro scorribande primaverili e prendendo parte ad alcuni importanti festival estivi, tra cui l’Hellfest. “Universe” arriva a ribadire la crescita degli stoner-rocker di Orebro e, oltre a consolidarne la fama tra chi già li conosce, porterà probabilmente numerose persone ad avvicinarsi all’operato degli scandinavi. Questi svedesi con sguardo fisso alla California hanno ampliato le proprie radici stoner e hanno creato un compendio di vecchio e nuovo hard rock di gran gusto e sensibilità. I ragazzi dichiarano appartenenza alla sfera del desert rock e traggono origine per la forgiatura della loro rock way da gente come i Kyuss e i Queens Of The Stone Age, ma arrivati al quarto disco – in tredici anni di attività – sono ben altro che dei cloni da stoner exploitation. Il nostro trio ha una vena metal e hard rock marcata, ha il dono della sintesi e tira le fila delle striature acide e psichedeliche in modo da farle confluire in canzoni di senso compiuto. Il fuzz di Niklas “Dango” Källgren è voluminoso, denso, media con una rocciosità hard calda e non spigolosa, guardando a seconda delle canzoni a velleità commerciali oppure a sfiziosità più elaborate, ma senza troppe complicanze a diluirne gli effetti. Il cantante Oskar “Ozo” Cedermalm ha nella voce toni caldi per certi versi da crooner e per altri da seduttore, sintonizzati perfettamente sulle linee melodiche della sei corde. L’opener “Mind Control” avrebbe le connotazioni del pezzo dal sicuro airplay radiofonico, il songwriting si dimostra attento nel non sacrificare la melodia all’impatto né viceversa, e lo stesso accade anche in “Dream Sale”, altro estratto destinato ad essere memorizzato e gustato appieno dopo pochi ascolti. I Truckfighters fanno un upgrade di se stessi a partire da “The Chairman”, in cui un retrogusto nostalgico e uno sguardo ad ampio raggio alla vastità degli spazi naturali si sposa a un riffing bello corposo. Si fa strada una singolare tendenza progressiva, rafforzata e arricchita da inopinate assonanze ai Tool, molto palesi nella prima metà di “Get Lifted” e nella chilometrica “Mastodont” – un titolo che è un tutto un programma. Le enigmatiche e plumbee atmosfere della band di Maynard Keenan difficilmente filtrano in un simile contesto, mentre per i Truckfighters c’è da dire che una tale scottante materia è stata maneggiata con molta perizia e non è sfociata in un bieco copia-incolla. Le spruzzate di psichedelia sono piccole leccornie che punteggiano le singole canzoni ma non ne costituiscono l’architrave, da  ricercarsi piuttosto in cavalcate a pieni watt così ad alte temperature che lo stereo sembra friggere. Considerate infine i delicati arpeggi sul finale di “Get Lifted” e di “Mastodont”, rassicuranti come un piumone in una fredda notte invernale, e avrete completo il quadro di un album riuscito e ad ampio spettro, che a fine anno sarà molto in alto nelle preferenze dei rocker del nostro continente.

TRACKLIST

  1. Mind Control
  2. The Chairman
  3. Prophet
  4. Get Lifted
  5. Convention
  6. Dream Sale
  7. Mastodont
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