TRUCKFIGHTERS – V

Pubblicato il 27/10/2016 da
voto
7.5
  • Band: TRUCKFIGHTERS
  • Durata: 00:47:11
  • Disponibile dal: 30/09/2016
  • Etichetta:
  • Century Media Records
  • Distributore: Universal

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La condizione di band stoner va ormai parecchio stretta ai Truckfighters. I rocker di Örebro hanno compiuto tanti piccoli, sicuri, passi in avanti dagli esordi di “Gravity X”, allargando lo spettro sonoro e inglobando nella struttura e negli arrangiamenti spunti che difficilmente compaiono in un album stoner. Definizione ancora calzante se guardiamo al tipo di distorsione della chitarra, al suo essere cicciosa e variopinta, rumorosa ma stranamente gentile anche quando il suo rombo si fa tumultuoso e predominante. L’esplosione di fuzz è però solo un ingrediente fra i molti presenti in un album che approfondisce le sperimentazioni di “Universe” e vive di intimismo e rarefazione, lasciando ai martellamenti e al groove uno spazio più limitato. All’interno del quale la formazione sa ancora muoversi alla grande, accentuando i momenti catchy e lasciando scorrere ritornelli meravigliosi proprio quando i volumi si impennano e viene attivata la ‘fase hard rock’. Nella rilassatezza e in arrangiamenti meticolosi, frequentando con destrezza il progressive e le avventure dei Tool in fraseggi ipnotici e dolcemente allucinati, viene invece fuori un’idea di suono che i Truckfighters già ci avevano offerto, ma che non andava ancora a costituirne l’ossatura principale del sound.  Un’opener come “Calm Before The Storm” la dice tutta sulle intenzioni del trio: un arpeggio lentissimo sorregge la voce intristita di ‘Ozo’ Cedermalm, sussurrante una nenia che potrebbe arrivare da una fatata dimensione bucolica, evocata anche da suoni cristallini e un basso rotondo, al centro di buona parte dei momenti clou del disco. Una calma lussureggiante che dura fino a metà brano e torna ciclicamente dopo la prima impennata umorale dettata dalla sei corde di ‘Dango’ Källgren. Si coglie una vena romantica pronunciata, che non sfocia mai nello stucchevole o nel forzatamente ammiccante e si integra bene alla rumorosità di fondo che i ragazzi non hanno comunque alcuna intenzione di abbandonare. Le progressioni rarefatte col basso a vibrare altero, alzandosi e abbassandosi di tono in allineamento alla voce, sono un altro elemento che fa la differenza e va a determinare il clima sognante di “Hawkshaw”, durante la quale l’elettricità scorre più impetuosa e trabocca in un fiammeggiante rincorrersi di effetti. Alternati a pause soffuse perfettamente calzanti, con l’incedere un po’ alla Led Zeppelin a quietarsi all’improvviso e concedere campo ad annegamenti in tenue psichedelia che magari durano pochi istanti, ma danno un cambiamento d’umore importante per non far arenare il brano nella scontatezza. La pulizia vocale e il canticchiare soave di Cedermalm speziano di un’aura straniante anche la successiva “The 1”, dove si rintraccia nuovamente un’energia intatta quando la chitarra libera tutti i watt disponibili e pennella colori accessi, non disdegnando di inserire melodie pallide nel rumoreggiare graffiante del pezzo. Mentre sono arpeggi incalzanti a dare ritmo e sostanza a “Gehenna”, che fiorisce di sentimento in un sofferto refrain e nell’appena successivo assolo, prima di ritrarsi in un meditativo ‘alla Tool’ di splendida fattura ed erompere nuovamente in turbini di hard rock settantiano, suonato col piglio selvaggio degli anni ‘90. Il lato cantautorale e tenebroso dei Truckfighters innerva l’apertura di “The Contract”, che va a crescere di robustezza in una serie di riff potenti, attraversati da una persistente malinconia che guarda più al buio dei mesi invernali svedesi che ai deserti richiamati solitamente da un buon album stoner rock. E non basta qualche verso ‘ignorante’ di Cederlmam a farci cambiare idea! “Fiend” potrebbe essere la traccia da cui partire per i neofiti del combo svedese, data una maggiore linearità di fondo e il chorus affascinante, uno di quelli che ti sospira nell’anima, entra in circolo con somma naturalezza e rilassa in un istante. Giungiamo alla fine, trasportati da una “Storyline” immaginifica come le canzoni precedenti, calata nell’atmosfera autunnale di queste settimane senza rinunciare a volumi burrascosi e una gran potenza di fuoco. Il singer/bassista si rimette gli abiti del mattatore, sempre più calato nel ruolo di aedo-stoner, esaltato in questa versione confessionale da bozzetti acustici quasi folkeggianti. In sintesi, i Truckfighters continuano a sbagliare nulla e a ergersi quale uno dei nomi di punta dell’hard rock europeo, mediando fra ricerca, orecchiabilità, potenza ed enfasi emotiva. Bravi.

TRACKLIST

  1. Calm Before the Storm
  2. Hawkshaw
  3. The 1
  4. Gehenna
  5. The Contract
  6. Fiend
  7. Storyline
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