TURANGALILA – Cargo Cult

Pubblicato il 18/05/2021 da
voto
7.5
  • Band: TURANGALILA
  • Durata: 00:45:30
  • Disponibile dal: 14/05/2021

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Nuovo nome interessante per la scena metal italiana, innanzitutto per il moniker della band: voluto o meno, uno dei rimandi più immediati è quello del famoso personaggio di Matt Groening, quella Turanga Leela di Futurama che naturalmente fa a capo ad un nome ben più radicato nella cultura musicale colta, ovvero i Turangalila, la serie di composizioni sinfoniche del grande Messiaen, che hanno occupato praticamente tutto il Novecento. Il nome è formato da due parole in sanscrito, ‘turanga’ e ‘lîla’, che possono essere tradotti più o meno come ‘canzone d’amore e inno a gioia, tempo, movimento, ritmo, vita e morte’. Innanzitutto per il nome, dicevamo, ma interessanti anche e soprattutto per una proposta musicale di tutto rispetto.
Non a caso, infatti, proprio dal nome muoveva l’EP in 7 pollici “Della gioia sovrumana, impetuosa, abbagliante e sfrenata”, pubblicato nel 2019, fautore di un post-metal storto e ipercontaminato, dal grande impatto. A livello compositivo “Cargo Cult” è da subito lodevole, riuscendo ad integrarsi in quei panorami sperimentali cari a gente come Kayo Dot e compagnia più funambolica. Gente con le distorsioni ma con un retaggio di studi musicali novecenteschi, insomma. I tempi dispari sono all’ordine del giorno con la interessante opener “Omicidio E Fuga”, che unisce in maniera fresca una tematica cara alla violenza espressiva delle distorsioni e una composizione cara alla composizione ‘classica’. I suoni giocano la loro altrettanta parte intrigante: il basso à la Jesus Lizard/Nomeansno – scuola punk insomma –  abbinato con le poliedriche divagazioni psych e gli interventi orchestrali è la giusta trovata per convincere fin da subito, abbinando un impatto diretto ad una ricerca profonda da scoprire ascolto dopo ascolto. Con “Don’t Mess With Me, Renato” si sfocia addirittura in territori vocali carissimi a certi Flaming Lips, con naturale impianto post-metal à la The Ocean corrisposto, in un melting pot psichedelico che osa ma che sa quel che fa, regalando un connubio che fa piacere poter considerare all’appannaggio di una produzione comunque nazionale. “Tone Le Rec” è un po’ la summa del post-metal visionario dei ragazzi di Bari: storture, arrangiamenti fini e variegati, figli tanto della psichedelia quanto del gusto sperimentale, abbinamenti che difficilmente sortiscono gli effetti sperati ma che qui, in “Cargo Cult”, giungono a destinazione nel loro senso specifico. La titletrack, così come la seconda metà del disco, suggella quello che nella prima parte è stato impostato, risultando strutturalmente appagante (non capiamo, però, in fondo, perché dividere la coda del pezzo in un’altra traccia…). La perizia dei Turangalila non sembra certo quella dei debuttanti ed è anche e soprattutto per questo che l’ascolto risulta altamente consigliato a tutti i musicofili che bazzicano territori post-metallici e psichedelici.
Un debutto decisamente personale, che coglie nel segno, e che lascia ben presagire un futuro del tutto intrigante per i messia(e)nici giovani pugliesi, portatori di un valore sacro nella musica e nell’arte di oggi: l’arricchimento delle proprie influenze in termini del tutto personali.

TRACKLIST

  1. Omicidio e Fuga
  2. Don’t mess with me, Renato
  3. Tone le Rec
  4. Liquidi e Spigoli
  5. Cargo Cult
  6. Cargo Cult Coda
  7. Die Anderen
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