TURBOWOLF – Two Hands

Pubblicato il 15/06/2015 da
voto
7.0
  • Band: TURBOWOLF
  • Durata: 00:38:37
  • Disponibile dal: 06/04/2015
  • Etichetta:
  • Spinefarm
  • Distributore: Universal

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Bristol è una cittadina ubicata a Sud Ovest dell’Inghilterra, celebre in ambito musicale per aver dato i natali all’innovativo movimento ‘trip hop’ negli anni Novanta. E’ naturale dunque che, da un terreno così fertile e variegato, sorgano nuovi talenti capaci di manipolare in maniera disinvolta un cocktail di suoni ed umori potenzialmente assurdo. Giunti alla realizzazione del secondo studio album, pubblicato a distanza di quattro anni dall’omonimo esordio rilasciato dall’etichetta indipendente Hassle Records, i Turbowolf dimostrano di avere tutte le carte in regola per fare il colpaccio. Reclutati dall’iperattiva Spinefarm, i Nostri esprimono la propria immaginifica visione artistica attraverso un accecante caleidoscopio composto da una moltitudine di cromature cangianti. “Two Hands” non è un lavoro esente da piccole imperfezioni a livello compositivo, ma questo piccolo neo viene compensato dalla volontà testosteronica di non rimanere ingabbiati nei consueti cliché di natura ‘indie’. Garage, stoner, punk e psichedelia vengono frullati in un sapido composto ad alto tasso allucinogeno, ben amalgamato in fase di scrittura ed arrangiamenti dai polistrumentisti Andy Ghosh e Chris Georgiadis. Questi scapigliati artigiani del suono forgiano con abilità un ripido ottovolante sonico su “American Mirrors”, giocando abilmente con il fuoco nell’urticante “Nine Lives”, traccia che rievoca sottilmente gli antichi umori dei Queens Of The Stone Age. La volontà di osare soluzioni pachidermiche viene palesata dalla natura avventurosa di “Rich Gift”, dimostrando altresì di saper scrivere un paio di ipotetiche ‘smash hit’ come “Rabbits Foot” e “Good Hand”, entrambi graziate da un’irresistibile progressione melodica. Poco importa se “Solid Gold” appaia come una gigantesca presa per i fondelli lirico-strumentale e l’indolenza sognante di “MK Ultra” conceda qualche sbadiglio di troppo: i Turbowolf sono destinati a diventare una delle realtà più interessanti del cosiddetto panorama ‘alternative’. Salvo imprevisti.

TRACKLIST

  1. Invisible Hand
  2. Rabbits Foot
  3. Solid Gold
  4. American Mirrors
  5. Toy Memaha
  6. Nine Lives
  7. Good Hand
  8. MK Ultra
  9. Twelve Houses
  10. Rich Gift
  11. Pale Horse
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