TURISAS – The Varangian Way

Pubblicato il 05/07/2007 da
voto
7.0
  • Band: TURISAS
  • Durata: 00:43:02
  • Disponibile dal: 15/06/2007
  • Etichetta: Century Media Records
  • Distributore: EMI

Con il folgorante esordio “Battle Metal”, i finnici Turisas si sono agevolmente accampati in quel crocevia di sonorità che spazia dal viking-folk primordiale all’humppa metal dei giorni nostri, dai roboanti trionfi del metallo sinfonico alle atmosfere più sanguinarie del war metal. Oggi la band guidata dal mastermind Warlord Nygård, priorità Century Media e già con il disco a ruba nei negozi, si ripresenta al via con questo “The Varangian Way”, ambizioso concept-album raccontante la calata dei Varangiani, una stirpe vichinga di origine russo-scandinava, dalle sponde del Baltico verso Costantinopoli, dove l’orda, narrano alcuni storici, fornirà feroci truppe all’esercito Imperiale. Essendo di facile reperibilità informatica, tralasceremo di soffermarci troppo sull’epopea lirica dei suddetti vichinghi, per concentrarci meglio sul contenuto musicale di quest’opera: innanzitutto, le prime cose che saltano all’orecchio sono la brevità del disco e l’assenza di intro, outro o qualsivoglia intermezzo strumentale; otto pezzi fatti e finiti e via! “The Varangian Way” porta i Turisas in un ambito più epico e ridondante, meno furioso e più ragionato, un po’ meno folkish ed un po’ più sinfonico. Il songwriting è ricercatissimo e più raffinato rispetto al passato, a discapito però di un’immediatezza che, soprattutto in alcuni episodi del finale (“The Dnieper Rapids”, “Five Hundred And One”), latita fin troppo; probabile conseguenza del fatto che – come succede un po’ a tutti i dischi basati su una storia – la musica cerca di dare suono alle complesse vicissitudini che accadono. Diciamo pure che mancano i pezzi esaltanti presenti nel debutto, sebbene l’opener “To Holmgard And Beyond” sia un’overture a dir poco eccezionale; così come del resto anche le successive “A Portage To The Unknown”, la vagamente thrashettona “Cursed Be Iron” e la magniloquente “Fields Of Gold”: quattro tracce – le prime della lista – che valgono da sole l’acquisto del disco. Netta delusione è invece quello che avrebbe dovuto essere il brano successore della “Sahti-Waari” di “Battle Metal”: “In The Court Of Jarisleif” dice davvero poco nell’ambito delle ‘canzoni da taverna metallica’…gli Skyclad restano maestri ad vitam, pochi dubbi. I restanti tre episodi, fra cui spiccano gli otto super-epici minuti di “Miklagard Overture”, sono cangianti e ricchi di cambi di atmosfera, ma, pur essendo ottime composizioni, fanno perdere ai Turisas un bel po’ di quella cruda e bellicosa indole guerriera che caratterizzava il loro precedente lavoro. In definitiva, quindi, il sestetto finlandese si proietta di nuovo verso le lande del successo, capace ora di abbracciare, oltre ai fan di Finntroll e compagnia, anche quelli di Therion, Rhapsody Of Fire e – perché no? – Manowar. Il voto non è eccezionale e probabilmente è fin troppo severo, ma l’album merita assolutamente la vostra attenzione!

TRACKLIST

  1. To Holmgard And Beyond
  2. A Portage To The Unknown
  3. Cursed Be Iron
  4. Fields Of Gold
  5. In The Court Of Jarisleif
  6. Five Hundred And One
  7. The Dnieper Rapids
  8. Miklagard Overture
0 commenti
I commenti esprimono il punto di vista e le opinioni del proprio autore e non quelle dei membri dello staff di Metalitalia.com e dei moderatori eccetto i commenti inseriti dagli stessi. L'utente concorda di non inviare messaggi abusivi, osceni, diffamatori, di odio, minatori, sessuali o che possano in altro modo violare qualunque legge applicabile. Inserendo messaggi di questo tipo l'utente verrà immediatamente e permanentemente escluso. L'utente concorda che i moderatori di Metalitalia.com hanno il diritto di rimuovere, modificare, o chiudere argomenti qualora si ritenga necessario. La Redazione di Metalitalia.com invita ad un uso costruttivo dei commenti.