8.0
- Band: TWITCHING TONGUES
- Durata: 00.38.15
- Disponibile dal: 09/03/2018
- Etichetta:
- Metal Blade Records
- Distributore: Audioglobe
I Twitching Tongues sono uno di quei gruppi che hanno una propria visione ben definita, plasmata dalle mani dei fratelli Taylor e Colin Young. Il fatto di non poter essere collocati in un solo genere è sicuramente uno dei loro pregi: sin dagli inizi infatti spaziano tra metal e hardcore, in un crossover in maniera intrinseca antipatico e confuso ma che attrae istintivamente la simpatia di determinati ascoltatori, tra cui chi scrive. Sebbene si definiscano una hardcore band e ne assumano l’estetica la loro musica è influenzata pesantemente – e qui arriva il loro secondo miglior pregio – dalla Golden Age di Roadrunner: immaginate quindi elementi di Obituary e Merauder che si fondono con Danzig, Life Of Agony, Type O Negative e Carnivore. Lo stile vocale di Taylor Young da sempre spartisce nettamente le acque tra estimatori ed haters: in questo quarto album in studio, intitolato magnificamente “Gaining Purpose Through Passionate Hatred”, il frontman non si fa certo indietro presentandosi con un katana e sfornando una prova vocale appassionata e senza compromessi, melodica e riverberata all’eccesso, impressionante sia nei momenti più heavy che a quelli più riflessivi pur all’interno di limitazioni tecniche ben evidenti. Se infatti in pezzi come “AWOL”, “Harakiri” e “T.F.R” la band raggiunge episodi di movimentata epicità degna dei Mastodon di “Remission” ma filtrata dalla mentalità hardcore degli Hatebreed in un attimo ci si trova tra doom e goth rock in tracce oscure e dolorose, come la catartica “Kill For You” e i monumenti a Peter Steele “Forgive & Remember” e “Long Gone”. “The Sound Of Pain” è uno dei pezzi più canonici, che come una fiammata ustionante mostra quell’efferatezza fuori dai canoni propria della band per buttarvi in quel delirio di sei minuti chiamato “Defecion (Union Of State)”, brano che chiude ambiziosamente la raccolta. Più melodico ed introspettivo del precedente, “Gaining Purpose…” torna un po’ sulle coordinate di “Sleep Therapy” (2012) e “In Love There Is No Law” (2013), continuando comunque la propria ricerca sonora ed evitando qualsiasi ripetizione. E’ possibile perdersi negli infiniti rimandi ad altre band eccellenti oppure tentare di descriverli nelle maniere più fantasiose, resta il fatto che i Twitching Tongues continuano ad esprimersi in maniera coerente e fortemente personale, senza porsi alcun limite sonoro o concettuale. Il nostro riconoscimento, di fronte a band del genere, è assolutamente dovuto.
