ULTHAR – Helionomicon

Pubblicato il 14/02/2023 da
voto
8.0
  • Band: ULTHAR
  • Durata: 00:40:23
  • Disponibile dal: 17/02/2023
  • Etichetta:
  • 20 Buck Spin

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Con “Helionomicon”, il quadro dipinto dagli Ulthar per il loro ritorno sulle scene e per la conquista di un posto di rilievo nello scenario underground death metal si completa in un’autentica esplosione di colori venuti dallo spazio. Superfluo sottolineare come la scelta di pubblicare due dischi in contemporanea (non dimentichiamoci di “Anthronomicon”) potesse rivoltarsi in malo modo contro il terzetto americano, invece – una volta tanto – le mire insite in un’operazione del genere non sono coincise con un polpettone autocompiaciuto e pretenzioso, esaltando anzi le doti di una realtà finora rimasta nelle retrovie, ma che sembra proprio non potrà più essere sottovalutata dai fan di certi suoni.
Una visione, quella del gruppo dislocato tra California, Virginia e Oregon, che in questi quaranta minuti di musica non si può dire imbocchi una strada diametralmente opposta a quella del ‘fratellino’, tuttavia – ad un orecchio attento – baciata da sfumature e dettagli utili a farle assumere un carattere proprio, il quale ha modo di esprimersi sia nel format della tracklist, sia nel taglio di buona parte del materiale in essa contenuto. Qui, la tensione progressiva e ‘free’ della band è di fatto lasciata libera di espandersi in due suite colossali in cui la tecnica non diventa mai un pretesto per sbalordire a tutti i costi l’ascoltatore, né tanto meno il mezzo per veicolare un messaggio freddo ed elitario, sposando piuttosto una costruzione ingegnosa e trascendentale delle trame che guarda agli insegnamenti del passato senza configurarsi come un puro tributo alla vecchia scuola. Un flusso organico, spontaneo e vibrante, nel quale le alchimie di Atheist, Demilich, Morbid Angel e di altri totem degli anni Novanta fungono da base per una proposta ovviamente tradizionale, ma che, come quella di un “Hidden History of the Human Race” o di un “Planetary Clairvoyance”, chiede a gran voce di essere calata in un presente tutto da vivere.
L’attacco di basso fretless della titletrack è quindi solo il primo passo compiuto prima di gettarsi in uno stargate di soluzioni virtuose e in costante mutamento; un susseguirsi di avvitamenti, contrazioni e distensioni da cui emerge sempre chiaro il disegno tracciato dai riff, ben lungi dall’apparire confuso o indecifrabile. Vista la mole di cambi di tempo e di atmosfera, di deformazioni dello spazio-tempo sulla scia di un’interpretazione parimenti ‘dritta’ e tortuosa, lucida e psichedelica, a stupire di “Helionomicon” è proprio la fluidità insita nei vari movimenti che lo compongono, i quali si succedono senza che ce ne si accorga o che il peso del minutaggio (venti minuti per brano) gravi sulla soglia di attenzione del fruitore. Musica che comunque, va da sé, necessita di una certa disciplina per essere interiorizzata, ma che rispetto allo stesso repertorio passato degli Ulthar, grazie ad un songwriting oggi molto più rifinito e controllato, mantiene costante il livello di presa della narrazione, invitando a ripetere l’esperienza e a godere della brillantezza della formula techno-death qui distillata. Con “Anthronomicon”, uno dei sicuri highlight estremi di questo 2023 ancora agli albori.

TRACKLIST

  1. Helionomicon
  2. Anthronomicon
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