ULTHAR – Providence

Pubblicato il 06/06/2020 da
voto
7.5
  • Band: ULTHAR
  • Durata: 00:36:33
  • Disponibile dal: 12/06/2020
  • Etichetta:
  • 20 Buck Spin
  • Distributore: Audioglobe

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Da non confondersi con i quasi omonimi black metaller tedeschi, gli Ulthar sono una delle tante formazioni orbitanti intorno a quel nucleo di estremismo e marciume che è Oakland. Tre musicisti non esattamente di primo pelo che, patrocinati dalla sempre più affermata 20 Buck Spin, mettono a frutto la loro esperienza in un progetto che attinge sì dal background di ognuno (e non potrebbe essere altrimenti), ma che al contempo cerca di ritagliarsi una propria identità correndo sull’orlo di una voragine grottesca proveniente dagli scritti di H.P. Lovecraft.
Da sempre il Maestro di Providence rappresenta una fonte di ispirazione per il macrocosmo della nostra musica preferita e stupire, quando in attività vi è una band come i Sulphur Aeon, è impresa ardua, tuttavia va dato atto a Steve Peacock (Pale Chalice), Justin Ennis (ex Mutilation Rites, ex Tombs) e Shelby Lermo (Vastum) di affrontare l’argomento in maniera quantomeno personale, lasciando perdere il lato più solenne e immaginifico di certi racconti e concentrandosi sulle geometrie impossibili, sui deliri raccapriccianti, tanto cari a R’lyeh e ai suoi abitanti.
Per fare ciò, come già avvenuto nell’esordio “Cosmovore” del 2018, i Nostri si lanciano fra le spire di un black/death surreale e carico di suggestioni psichedeliche, al quale però il concetto di riff sta ancora molto a cuore. Gli otto episodi della tracklist si evolvono infatti secondo traiettorie sghembe e di non facile comprensione, ma più per l’eccentricità della scrittura che per un ipotetico abuso di dissonanze, stratificazioni o altri stratagemmi in voga nel circuito underground. Il guitar work preserva un’attitudine tradizionale e non si tira mai indietro nel picchiare duro, e questa scelta stilistica, unita all’interpretazione febbrile del comparto vocale e della sezione ritmica, rappresenta il vero valore aggiunto di “Providence”. Un flusso paradimensionale di contorsioni selvagge, incastri dementi e squarci lisergici che – per quanto non possa vantare l’estro e la visionarietà delle proposte di Blood Incantation o Tomb Mold – difficilmente lascerà indifferenti gli appassionati dell’odierna scena nordamericana.

TRACKLIST

  1. Churn
  2. Undying Spear
  3. Providence
  4. Through Downward Dynasties
  5. Cudgel
  6. Furnace Hibernation
  7. Narcissus Drowning
  8. Humanoid Knot
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