ULTIMATIUM – Virtuality

Pubblicato il 05/12/2020 da
voto
7.0
  • Band: ULTIMATIUM
  • Durata: 01:10:53
  • Disponibile dal: 27/11/2020
  • Etichetta:
  • Rockshots
  • Distributore: Audioglobe

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Avevamo lasciato gli Ultimatium con l’album “Vis Vires Infinitus”, un disco uscito nel 2015, a distanza di parecchi anni dal precedente (risalente al 2008, salvo un demo del 2011), con una gestazione parecchio lunga per vicissitudini legate a vari cambi di line-up. A quanto pare, la formazione del combo finlandese si è finalmente stabilizzata, così tenta di realizzare un progetto alquanto ambizioso: un concept album, decisamente più orientato verso il prog metal rispetto al precedente full-length, con ben cinque voci soliste. In particolare, i cantanti scelti sono due interni al gruppo, ovvero quello ‘di ruolo’ Tomi Viiltola ed il batterista Matti Auerkallio, più tre guest, che sono Emily Leone (Lost In Grey), Peter James Goodman (Conquest, ex Virtuocity) e Jukka Nummi (ex Myon). Tra i vari brani si fa inoltre ricorso ad una sintesi vocale (Alexa di Amazon), che funge da raccordo narrativo per questa storia ambientata in una realtà virtuale, anche se bisogna dire, anzi, a tal proposito, che ne viene fatto un uso non certamente sporadico: a tal riguardo, va osservato che, se da una parte, questa voce, per così dire quasi asettica, si inserisce molto bene nel contesto sonoro e narrativo, d’altra parte un uso costante finisce talvolta per spezzare un po’ il ritmo ed il fluire dei brani.
Dal punto di vista stilistico, diciamo che l’impostazione e le atmosfere ci hanno ricordato parecchio alcuni lavori degli Ayreon (ad esempio “The Universal Migrator”), ma ci sono anche evidenti influenze di Iron Maiden, Symphony X, Rainbow e tante altre band, per cui gli Ultimatium fanno convivere diversi elementi ma tutto sommato sono riusciti a farli confluire in uno stile omogeneo e alquanto credibile (sempre con un mood alquanto malinconico, tipico di tante band scandinave) sia su brani molto diretti e dal minutaggio contenuto, sia in suite di lunga durata, come la notevole “Mindcaptives”, che sfiora i dodici minuti. Si riscontra anche un buon gusto melodico, che si evidenzia particolarmente nei refrain di vari brani, ma va osservato anche come il fatto di poter disporre di varie voci consenta alla band di spaziare tra diversi registri e atmosfere: da quelli più duri e grintosi, con l’utilizzo anche di extreme vocals, a quelli più delicati e melodici (a questa seconda categoria appartiene ad esempio la ballata pianistica “(Don’t) Fear The Silence”), con efficaci duetti o cori. Un ruolo particolarmente versatile è ricoperto peraltro dall’unica voce femminile, quella di Emily Leone che, in qualche caso (ad esempio in “The Seer”), opta persino per un cantato lirico.
Insomma, un lavoro concepito e strutturato con una certa cura, peraltro anche con passaggi strumentali niente male (c’è anche una traccia interamente strumentale, intitolata “Hall Of Heroes”), che non si distingue magari particolarmente per originalità, ma con idee interessanti e una buona performance da parte di tutti i musicisti coinvolti. Sinceramente ci sembra però che in alcuni brani (non proprio in tutto l’album) la resa sonora non sia proprio ottimale, specialmente nel mettere insieme le voci, per cui riteniamo che forse si poteva perfezionare qualcosa quanto meno a livello di mixaggio e mastering. Insomma, “Virtuality” è un disco che ha i suoi pregi e i suoi difetti, ma in grado di offrire diversi brani davvero pregevoli, che peraltro acquistano ulteriore valore una volta contestualizzati all’interno del concept.

TRACKLIST

  1. Vengeance
  2. Run like the Wind
  3. Hall of Heroes
  4. Mindcaptives
  5. The Seer
  6. Dark Cold Day
  7. Remorse
  8. (Don’t) Fear the Silence
  9. Digital Tower
  10. Ghost of Yesterday
  11. Scream
  12. Together
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