ULVEDHARR – Swords Of Midgard

Pubblicato il 07/04/2013 da
voto
6.5
  • Band: ULVEDHARR
  • Durata: 00:45:53
  • Disponibile dal: 22/01/2013
  • Etichetta: Moonlight Records
  • Distributore: Masterpiece

Arrivano direttamente dalla val Seriana questi Ulvedharr, quartetto formatosi nel 2011 e che con questo “Swords Of Midgard” giunge all’esordio discografico patrocinato dalla Moonlight Records. Dopo un demo accolto piuttosto bene nell’underground, infatti, i Nostri non hanno tardato a trovare un contratto che permettesse loro di potersi esprimere sulla lunga distanza. Avevamo sentito parlare della band come una sorta di versione bergamasca dei Bathory e siamo rimasti piuttosto stupiti quando invece ci siamo ritrovati davanti ad un death thrash abrasivo e tutt’al più a delle velleità viking folk comunque piuttosto lontane dalla sensibilità di Quorthon. Nella prima parte di “Swords Of Midgard” a predominare sono i mid upper tempo che hanno caratterizzato il death metal svedese di matrice Entombed, mischiati con una forza impattante mutuata dal thrash tedesco. Le scorie “guerresche” e nordiche si presentano nella seconda parte del lavoro, dapprima sotto forma di cori nemmeno particolarmente riusciti in “Onward To Valhalla” – cori che oltretutto vengono spazzati via da un assolo death tanto semplice quanto efficace ad opera di Fhredreyk. A seguire il mid tempo di “Beowulf & Grendel (Part 1)” mostra in effetti una certa muscolarità, anche se i cori paiono più affini alla scena power epic che non a quanto fatto dai Bathory. Se i primi tre brani di “Swords Of Midgard” scorrono via piuttosto banalmente, appesi appunto tra death e thrash nobilitato solo dalla buona prova dietro al microfono di Ark Nattlig Ulv (a metà strada tra Max Cavalera e L.G. Petrov), è sul finale che arrivano gli episodi migliori del lotto. Innanzitutto l’interessante “Ymir Song”, complessa ed articolata nella quale si susseguono arpeggi maideniani, accelerazioni al limite del death and roll, thrash sguaiato e – sul finale – alcune aperture viking folk piuttosto ben concepite; l’amalgama del tutto non è sempre efficace ma il brano lascia trasparire una certa volontà di non accartocciarsi su sonorità standard. “The Raven’s Flag” è forse la cosa che più avvicina gli Uldevharr ai Bathory, pur senza ricordarli direttamente. Notevole l’impatto ritmico del mid tempo, sopra al quale Ark Nattlig Ulv si erge declamatorio ed imperioso. Ottima la progressione finale che dona ulteriore robustezza al tutto. A chiudere troviamo “”Haraldr Hárfagri”, sorta di viking death metal piuttosto semplice e rozzo ma anche abbastanza fascinoso. Gli Uldevharr alternano quindi brani banali e piuttosto fini a loro stessi con altri più riusciti e personali; le strutture delle tracce sono tutte fin troppo semplici e le prove individuali rientrano appieno nella media del genere. I Nostri sono però bravi a generare un senso di pesantezza non opprimente ma anzi funzionale alle atmosfere evocate dalle liriche, che vertono su tematiche nordiche e mitologiche. In definitiva un debutto discreto, che potrebbe dare soddisfazioni più agli amanti del viking che non ai fan del death thrash.

TRACKLIST

  1. Intro instrumental
  2. Lindisfarne
  3. Odinn Father Never Die
  4. War Is In The Etes Of Berseker
  5. Onward To Valhalla
  6. Beowulf & Grendel (Part 1)
  7. Ymir Song
  8. The Raven's Flag
  9. Haraldr Hárfagri
1 commento
I commenti esprimono il punto di vista e le opinioni del proprio autore e non quelle dei membri dello staff di Metalitalia.com e dei moderatori eccetto i commenti inseriti dagli stessi. L'utente concorda di non inviare messaggi abusivi, osceni, diffamatori, di odio, minatori, sessuali o che possano in altro modo violare qualunque legge applicabile. Inserendo messaggi di questo tipo l'utente verrà immediatamente e permanentemente escluso. L'utente concorda che i moderatori di Metalitalia.com hanno il diritto di rimuovere, modificare, o chiudere argomenti qualora si ritenga necessario. La Redazione di Metalitalia.com invita ad un uso costruttivo dei commenti.