7.0
- Band: UNANIMATED
- Durata: 00:20:51
- Disponibile dal: 10/08/2018
- Etichetta:
- Century Media Records
- Distributore: Sony
Spotify:
Apple Music:
Avevamo lasciato gli Unanimated ben nove anni fa con “In The Light Of Darkness”, album con cui i Nostri sancivano ufficialmente il loro ritorno sulle scene dopo oltre un decennio di assenza e con il quale venivano confermate quelle doti che li avevano resi una delle istituzioni della scena black-death metal svedese. Ma, si sa, a volte la vita è strana e ancora più strane sono le menti di questa formazione, da sempre un po’ misantrope e ben poco costanti. Quello che era stato un comeback insperato e anche molto apprezzato ha infatti presto assunto le sembianze di una meteora, visto che gli Unanimated sono nuovamente spariti dalla circolazione di lì a poco, facendo pensare ad un secondo scioglimento. In realtà, almeno in via ufficiale, la band dal 2009 ad oggi non ha mai appeso gli strumenti al chiodo, preferendo semplicemente restare nell’ombra mentre alcuni dei suoi membri si dedicavano ad altri progetti.
Uno show di supporto ai Watain lo scorso inverno e la conferma all’imminente edizione 2018 del tedesco Party.San Open Air hanno però riportato qualche riflettore sul gruppo di Stoccolma, il quale decide ora di celebrare il nuovo sodalizio con la Century Media Records dando alle stampe “Annihilation”, un mini di quattro brani inediti che presenta ufficialmente la nuova line-up del gruppo: Micke Broberg alla voce, Richard Cabeza al basso, Johan Bohlin e Jonas Deroueche alle chitarre e Anders Schultz degli Unleashed alla batteria.
Il lotto dei brani inediti si attesta sui consueti buoni livelli qualitativi della band: “Adversarial” ha un indole thrash capace di ricordare tanto certi frangenti del debut “In The Forest…” quanto alcune soluzioni care ai cugini Necrophobic. Più vicina al classico sound Unanimated la successiva “From a Throne Below”, la quale attacca con un ruvido uptempo per poi concedere campo alle tipiche melodie elegiache del gruppo. Le “smandolinate” swedish qui hanno modo di svilupparsi con calma e di guidare il pezzo per buona parte della sua lunga durata. “Of Fire and Obliteration”, a dispetto del suo minaccioso titolo, vanta invece toni assai più morbidi e una inaspettata interpretazione in pulito, tanto da avvicinarsi allo schietto romanticismo dei Watain della ballata “They Rode On” (quando i maestri prendono spunto dai discepoli). In chiusura troviamo infine una sferragliante title track, altra composizione che libera nell’aria atmosfere diaboliche e che si segnala per una miscela di black-death novantiano e brevi derive thrasheggianti dalla bella patina vintage.
“Annihilation”, in sostanza, è una prova di transizione che, come tale, offre rassicurazioni così come degli spunti che possono far presagire alcune piccole novità per il futuro. Da questo punto di vista, è indubbio che i nuovi Unanimated non siano degli sprovveduti e che il gruppo sia potenzialmente in grado di accontentare i vecchi fan e al tempo stesso di forgiare nuove soluzioni volte ad ampliare lo spettro di un registro espressivo non particolarmente ampio e a rischio di reiterazione. Staremo a vedere, anche se, prima di tutto, c’è da sperare che Cabeza e soci non spariscano di nuovo!
