7.5
- Band: UNANIMATED
- Durata: 00:45:46
- Disponibile dal: 27/04/2009
- Etichetta:
- Regain Records
- Distributore: Masterpiece
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Dismember, Entombed, Unleashed, ma anche Necrophobic, Lord Belial e ovviamente Unanimated! La ‘legacy of evil’ svedese, quella che ha saputo creare un vero e proprio filone nell’extreme metal, è composta anche dagli Unanimated, death metal band scomparsa nel lontano 1996 dopo aver dato alle stampe un album immortale come “Ancient God Of Evil”. A distanza di quattordici anni gli svedesi Unanimated ritornano con un album che non deluderà le (grandi) aspettative. Il trademark è sempre lo stesso, l’orientamento stilistico si è leggermente aperto verso lidi black metal, tanto per ribadire il fatto che nella ‘legacy of evil’ svedese la linea che demarca il death ed il black metal in alcune band è assai sottile (è questo l’esempio dei Necrophobic). Ci mancavano gli Unanimated, eccome! L’insabbiamento (dovuta a varie ragioni, tra le quali ovviamente lo split della band) della loro prima parte di carriera grida ancora vendetta, ma siamo certi che “In The Light Of Darkness” riuscirà a riscattare questa band sottovalutata. Il ritorno non poteva essere migliore perché supportato dalla Regain Records, guarda caso proprio l’etichetta che ha deciso con forza di adunare sotto al proprio marchio tutta o quasi la ‘legacy of evil’ della Svezia. Un’armata impressionante a guardare i nomi. Certo, sul nuovo album non sentirete canzoni del calibro delle vecchie “Life Demise” o “Ruins”, ma brani come “The Endless Beyond” reggono decisamente il confronto. In tutti questi anni, si diceva, la band non è cambiata (invariata anche la line up ad eccezione della definitiva dipartita di Jonas Mellberg) eccetto un certo assorbimento nel mood e nello stile dei Dissection, nel passato del tutto assente. Gli Unanimated sono, se possibile, ancora più oscuri ed arcani che in passato, il loro death metal infernale è però ancora impreziosito da un malcelato amore per la melodia demoniaca che dona ai brani una tetra aura davvero affascinante. Un album da possedere sia che il monicker di questa band vi suoni nuovo, sia che siate ancora stregati dopo tanti anni da quanto fatto in passato dagli Unanimated. Un ritorno deciso, sincero, dannato: proprio quello che aspettavamo!
