7.0
- Band: UNCREATION
- Durata: 00:32:23
- Disponibile dal: 16/09/2017
- Etichetta:
- Blasphemous Art Productions
Spotify:
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Gli Uncreation sono l’ennesima death metal band italiana a presentarsi con professionalità. Per fortuna anche dalle nostre parti sembrano essere tramontati i tempi delle produzioni e delle copertine imbarazzanti: negli anni Novanta (o anche nei primi Duemila) una formazione in tutto e per tutto underground come quella in questione si sarebbe forse presentata con un lavoro raffazzonato, magari minato alla base dall’incompetenza di certi studi di registrazione locali, mentre oggi possiamo tranquillamente affermare che il gruppo di Parma, dal punto di vista della resa sonora e visiva, non sfiguri davanti a realtà italiane più note o a colleghi stranieri, erigendo un buon esempio di death metal dall’architettura meticolosa. Ascoltando “Overwhelming Chaos” i cultori del genere nella sua forma più ruvida e tradizionale potranno infatti apprezzare la verve e la disinvoltura del quartetto. Il suono potrebbe essere accostato a quello degli Interment, con tinte magari più serrate; si percepisce in effetti una vaga vena thrash nelle ritmiche e nell’essenzialità di certe strutture, cosa che dona all’opera un apprezzabilissimo taglio diretto e vibrante. L’album scorre velocemente, pezzo dopo pezzo, seguendo un percorso sicuramente ben conosciuto e ampiamente battuto, ma non per questo noioso. Gli Uncreation ovviamente non hanno molto da dire in tema di pura originalità, tuttavia possono vantare buon gusto nei riff, esuberanza, genuino entusiasmo e una perfetta capacità di sintesi. Nove tracce per poco più di mezzora di musica che colpisce duro, da un lato senza perdersi in pretenziosità fuori luogo, dall’altro presentando il giusto numero di break, ripartenze e variazioni sul tema. Si entra nel mood minaccioso del disco semplicemente dando uno sguardo allo splendido artwork di Paolo Girardi (Inquisition, Manilla Road), ma “Overwhelming Chaos” non delude le attese e non molla la presa ad ascolto iniziato. Un lavoro consigliato dunque ai cultori dell’underground death metal, che potranno trovare nella band di Parma un affidabile punto di riferimento.
