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- Band: UNDERGROUND MOON
- Durata:
- Disponibile dal: //2002
- Distributore: Audioglobe
Cominciai a riporre una buona mole di speranze in questo debutto degli americani Underground Moon quando, qualche mese fa, ricevetti un promo di quattro tracce della band che lasciava decisamente con l’acquolina in bocca. Ora che la storia ha fatto il suo corso e il disco omonimo del gruppo è sulla mia scrivania, non posso esimermi dall’esprimere con gioia la sensazione di una totale soddisfazione delle mie rosee aspettative. L’album è solido e potente, prodotto con perizia e non poca fantasia, foriero di innovazione totalmente genuina ed inconsapevole, in poche parole un disco come se ne sentono proprio pochi. Hard Rock pesantemente industrialoide ed elettronico, malinconico ma del tutto scevro da quel sapore di muffa proprio di tanti gruppi post-grunge. Undici brani che alternano devozione alle sonorità un po’ demodè di un certo rock antemico a dinamismi del tutto moderni e partiture eclettiche che fanno degli Undergound Moon una band in parte accostabile ai fondamentali Faith No More. Se “Backslide” è una mattonata aggressiva e claustrofobica impreziosita da stacchi al limite dell’hardcore, “Beds Are Burning” e la title track si fregiano di chorus assassini impossibili da rimuovere dalla propria testa. Anarchia artistica ed una libertà compositiva ed esecutiva per una volta reale segnano indelebilmente un disco per il quale è difficile trovare termini di paragone. Gli Underground Moon, pur potendo essere definiti “commerciali” nell’accezione migliore del termine, rappresentano probabilmente la vera “alternativa all’alternativo”, ponendosi al di fuori di un circuito Mtv-TRL-Select pericoloso quanto inquietantemente ignorante, dando alla luce un disco di grande rock “adulto”, colmo di emozioni e sfumature da gustare tutte d’un fiato. Consigliato.
