7.0
- Band: UNEVEN STRUCTURE
- Durata: 01:15:45
- Disponibile dal: 31/10/2011
- Etichetta:
- Basick Records
Niente male, questo debutto degli Uneven Structure, sestetto francese che si cimenta in un’ambiziosa proposta a cavallo tra il post metal figlio di band alla Isis, Cult Of Luna o Pelican, ma che, al contempo, si diverte ad arricchire le sue composizioni con un bel po’ di groove e controtempi in pieno Meshuggah style. Diciamo che se dovessimo paragonarli a qualcuno, o qualcosa, di già sentito potremmo dire che questo “Februus” potrebbe essere un degno successore di un disco come “Point Of Infinity” degli olandesi Obsidian. Quello che ci ha colpito positivamente sin dai primi ascolti di questa release è stato l’incedere lento ma al contempo corposo, massiccio e compatto delle ritmiche, con questi muri di suono eretti da un chirurgico lavoro di chitarre (addirittura tre), coadiuvate alla grande da un risolutivo e futuristico tappeto di suoni e campionature elettroniche. Da un lato queste ultime rendono ancor più gelido e inumano il suono, ma dall’altra parte, a fare da contraltare, abbiamo delle calde e intensissime parti vocali. Queste alternano in maniera naturale e omogenea parti growl a dosi massicce di clean vocals con melodie molto evocative, ma, udite udite, mai banali o scontate, pur essendo comunque piuttosto orecchiabili. Il disco di per se, come dicevamo, è un progetto molto ambizioso: è infatti presente un secondo CD, ad esempio, con solo tracce strumentali di tastiere e suoni campionati; una sorta di disco di “decompressione”, ben suonato, elegante nel suo essere progressive e al contempo moderno, assolutamente accattivante per tutti gli amanti delle sonorità contemporanee, ma che magari sono stanchi dell’andazzo che sembra andare per la maggiore, tale per cui le canzoni stanno sempre più diventando dimostrazioni di tecnica, piuttosto che veri e propri brani, composti per suscitare un qualche tipo di sensazione. Se insomma amate sonorità alla Meshuggah, Strapping Young Lad, Textures, e magari non avete disdegnato un gruppo come gli Obsidian o i The Contortionist, ecco, tenete d’occhio questi Uneven Structure, un gruppo promettente che crediamo possa regalarci parecchie soddisfazioni anche in prospettiva futura. Provare per credere.
