UNFLESH – Inhumation

Pubblicato il 02/04/2021 da
voto
7.5
  • Band: UNFLESH
  • Durata: 00:46:18
  • Disponibile dal: 02/04/2021

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Giunti all’appuntamento con il secondo album, gli Unflesh confermano sia il loro modus operandi indipendente e restio a cercare le luci dei riflettori (scegliendo ancora una volta di imboccare la strada dell’autoproduzione), sia che l’EP “Transcendence to Eternal Obscurity” del 2016 e l’esordio sulla lunga distanza “Savior” del 2018 non erano esattamente dei fuochi di paglia, confezionando oggi un’opera che – se qualcuno giudicherà poco ‘trendy’, almeno rapportata a ciò che va per la maggiore nei circuiti underground – fa sicuramente compiere al progetto un deciso passo in avanti.
Quello della band del New Hampshire, infatti, può essere visto come una sorta death-black melodico e dallo spiccatissimo afflato tecnico, i cui nomi tutelari spaziano dall’Europa agli Stati Uniti, dalla prima metà degli anni Novanta a tempi più recenti; un suono vorticoso ma al contempo attento a non scadere in virtuosismi troppo pronunciati che, racchiuso dalla solita produzione esemplare di V. Santura (Bølzer, Schammasch, Triptykon), finisce per riportare alla mente una gamma di nomi francamente sconfinata: Dark Fortress, Dissection, Naglfar, gli Obscura presi durante i loro momenti più ariosi, i Revocation di “Existence Is Futile”, The Black Dahlia Murder… e l’elenco potrebbe tranquillamente continuare. E se è indubbio che la personalità non sia (ancora) il punto forte del terzetto, è altrettanto vero che se oggi siamo qui a parlarvi di “Inhumation” in termini positivi è perchè – analizzandone l’effettiva qualità del songwriting e il ‘tiro’ dei brani – è difficile non concordare sul fatto che Nostri possiedano le giuste doti e la giusta ispirazione per omaggiare i suddetti big senza scadere nel ridicolo o nel macchiettistico.
Dopo una breve intro acustica, il disco esplode con una “Vast Forest of Impaled Cadavers” che racchiude grossomodo tutti i punti di forza dei successivi tre quarti d’ora di musica: screaming vocals forse un po’ monotone ma grintose, un riffing indiavolato in cui ogni soluzione risuona nitida e al proprio posto, un basso vivace e pulsante che spesso assume posture soliste… il tutto baciato da melodie mai troppo catchy e piacione, a ribadire la natura velenosa della tracklist. Un incipit incoraggiante che trova poi riscontro in episodi altrettanto meritevoli come “Amongst Horrors Must I Dwell” e “Holocaust of Stars”, evocativi già a partire dai titoli e probabili apici dell’opera, la quale – lo ribadiamo – andrebbe sicuramente approfondita da parte di chi ama le formazioni citate e la tecnica applicata ad un certo tipo di metal estremo.

TRACKLIST

  1. Behold Nightfall
  2. Vast Forest of Impaled Cadavers
  3. To Renounce Flesh and Blood
  4. Inhumanation
  5. Amongst Horrors Must I Dwell
  6. Holocaust of Stars
  7. The Sepulchral Depths
  8. Dehumanized Legion
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